A seguito dei diversi casi di peste suina riscontrati in alcune regioni italiane sui cinghiali, il Ministero della Salute ha raccomandato di rafforzare la sorveglianza nel settore del selvatico e di innalzare la vigilanza sulle misure di biosicurezza nel settore del domestico. A tale proposito, l'Asp di Vibo Valentia intende sensibilizzare il territorio con alcune comunicazioni.

Ricordando che la peste suina colpisce cinghiali e maiali ma non è trasmissibile all'uomo, sottolineando che la zona infetta è limitata a parti del territorio della Liguria e del Piemonte, l'Asp elenca i criteri minimi di biosicurezza per le aziende suinicole familiari:

-divieto di somministrazione di scarti di cucina/ristorazione/rifiuti alimentari e adozione di idonee procedure di smaltimento dei sottoprodotti di origine animale (Reg. CE n. 1069/2009);
- evitare qualsiasi contatto con suini di altri allevamenti e con i cinghiali;
-evitare qualsiasi contatto con carcasse di cinghiali (inclusi sottoprodotti, residui di carcassa o di caccia) e segnalarne immediatamente la presenza, alle autorità competenti;
-adottare appropriate misure igienico-sanitarie in allevamento (cambio indumenti e calzature in entrata e in uscita dall'azienda, applicazione di adeguate procedure di disinfezione in corrispondenza dell'ingresso in azienda e nei locali di stabulazione) e se possibile utilizzare calzari monouso;
-utilizzare disinfettanti efficaci ed idonei come previsto dalle norme vigenti;
-divieto di contatto con i suini allevati in azienda nelle 48 ore successive alle attività di caccia;
-divieto di ingresso in azienda di persone/veicoli non autorizzati. Ogni ingresso di persone e veicoli all'interno dell'allevamento deve essere documentato;
-controllo veterinario ufficiale in ogni macellazione a domicilio;
-divieto di utilizzo di scrofe/verri per la riproduzione.