Tentano estorsione spacciandosi per carabinieri, due vibonesi a giudizio
Arrestati a dicembre, il gip ha accolto le istanze dei difensori di revoca della misura degli arresti domiciliari. Inizio del processo fissato per il 10 maggio
La Procura di Ivrea ha cheiesto ed ottenuto dal gip il giudizio immediato - saltando dunque l'udienza preliminare - nei confronti di Giovanni Nesci, 25 anni, di Sorianello, e Pasquale De Masi, 26 anni, di Sorianello, entrambi noti alle forze dell'ordine. Erano stati arrestati nel dicembre scorso e posti agli arresti domiciliari. In particolare, Nesci e De Masi sono accusati del reato di tentata estorsione ai danni di un piccolo imprenditore del Vercellese al quale i due avrebbero chiesto delle somme di denaro dopo averlo picchiato. Per indurre l’imprenditore a cedere alle richieste, i due vibonesi si sarebbero spacciati per sedicenti carabinieri. Rientrato a Sorianello, Nesci è stato raggiunto dal provvedimento di carcerazione e posto agli arresti domiciliari. Stessa misura anche per De Masi. Tuttavia il gip ha ora accolto un'istanza di revoca della misura cautelare in atto, presentata per Nesci dall'avvocato Giuseppe Orecchio, ed ha disposto l'obbligo di dimora in luogo degli arresti domiciliari. Stessa misura è stata adottata dal gip nei confronti di De Masi (g.b.)
