Ecco l'elenco delle società che tornano in possesso della famiglia di Portosalvo e i beni che restano nelle mani dello Stato

Sorveglianza speciale per quattro esponenti di vertice del clan Tripodi di Portosalvo, frazione di Vibo Valentia. Questa la decisione della Corte d'Appello di Catanzaro che ha confermato la misura a carico dei quattro condannati con sentenza definitiva per associazione mafiosa. Si tratta dei fratelli Nicola, Antonio e Sante Tripodi e di Salvatore Vita.

Revoche. Al tempo stesso i giudici hanno revocato la confisca di diversi beni immobili, fra cui il noto bar e ristorante romano "Il Ritrovo la Dolce Vita" ed alcune società attive nel ramo delle costruzioni operanti a Roma, anche nella provincia di Milano e a Vibo Valentia. Nello specifico si tratta della Effegi Costruzioni srl, della L. F. Costruzioni, della Gec srl, della Effegi Global Services Group srl, di quote societarie della Sweet and Food, di quote societarie della 7000 Caffè sas, di quote societarie della Arcobaleno sas, di una Citroen C3 intestata a Niciola Tripodi, di altre due auto intestate a Marika Mantino, di una ditta individuale intestata ad Antonio Tripodi operante nel settore del trasporto merci e di terreni ubicati a Vibo. 

Conferme. Resta invece confiscata la Edil Sud di Roma, ritenuta la principale impresa con la quale il clan Tripodi si sarebbe inserito in diversi appalti pubblici nella Capitale. Confisca confermata anche per la S. C. Costruzioni, Lrg Costruzioni, la Moviter, la T5 Costruzioni srl, la O&S Costruzioni, una serie di immobili e di fabbricati ubicati tra Roma e provincia oltre a diversi mezzi facenti parte del compendio aziendale della Edilsud Costruzioni srl.

L'inchiesta "Lybra" contro il clan Tripodi era scattata nel maggio del 2013 sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro con le indagini condotte sul campo dai carabinieri di Vibo Valentia.