Vibo Valentia, il bilancio di Monteleone: 18 mesi di cantieri tra emergenza e programmazione
Tra interventi straordinari, lotta al dissesto idrogeologico per 12 milioni di euro e il ritorno alla balneazione: l'assessore traccia la rotta dei lavori pubblici da luglio 2024 a oggi
Un’azione costante che spazia dalla gestione delle emergenze quotidiane alla risoluzione di criticità strutturali rimaste irrisolte per decenni. È questo il bilancio tracciato dal settore Manutenzione del Comune di Vibo Valentia, sotto la delega dell’assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Monteleone. Il documento riassume diciotto mesi «di lavoro intenso», finalizzato a restituire funzionalità alle infrastrutture cittadine e a garantire la sicurezza della popolazione, operando su una rete di impianti spesso obsoleta e degradata».
«Uno dei risultati più significativi riguarda la depurazione e la tutela del litorale. Dal momento in cui la gestione del depuratore di contrada Silica è tornata sotto la responsabilità diretta dell’ente, l’Amministrazione ha imposto un controllo operativo più rigoroso, ottimizzando i costi e garantendo continuità d’esercizio. Grazie a specifiche convenzioni con il Co.R.A.P. per il convogliamento dei reflui verso l'impianto di Porto Salvo, è stato evitato lo scarico nel torrente Sant’Anna durante le stagioni balneari. Questo sforzo, unito alla riparazione delle stazioni di sollevamento e alla rimozione degli scarichi irregolari, ha permesso ai parametri del mare di rientrare nei limiti di legge, portando al pieno ripristino della balneazione certificato da ARPACAL per l'estate 2025».
Sul fronte della sicurezza territoriale, l’assessorato ha messo in campo un piano straordinario contro il dissesto idrogeologico dal valore complessivo di oltre dodici milioni di euro. Le progettazioni, ormai in fase avanzata, prevedono interventi cruciali su numerosi corsi d’acqua, tra cui i fossi Trainiti, Porto Salvo, Tomarchiello, Sant’Anna, Cutura, Sant’Andrea, Suriani e Galera. Queste opere, che includono l’adeguamento delle sezioni idrauliche, la creazione di vasche di laminazione e la sistemazione dei tratti tombati, mirano a proteggere le infrastrutture e il patrimonio pubblico e privato dal rischio di esondazioni.
Parallelamente alle grandi opere, l'attività ha riguardato l'ingegnerizzazione della rete idrica, con centinaia di chilometri di rilievi e la creazione di distretti per il controllo delle perdite, e la manutenzione urbana ordinaria. In città e nelle frazioni sono stati eseguiti circa 680 interventi su reti idriche e fognarie, oltre al ripristino dei manti stradali e alla cura delle pavimentazioni storiche in basole. L'attenzione dell'aamministrazione si è estesa anche all'edilizia pubblica, con lavori di adeguamento nelle scuole, e ai servizi cimiteriali, con l'avvio degli ampliamenti a Piscopio e Vibo Centro e la programmazione di nuovi spazi nelle aree di Vena, Bivona, Triparni e Longobardi.
«Il bilancio che presentiamo oggi testimonia un cambio di passo fondamentale nella gestione del patrimonio urbano», ha dichiarato l’assessore Salvatore Monteleone. Secondo l'esponente della Giunta, l'obiettivo non è stato solo rincorrere l'emergenza, ma affiancare alla cura quotidiana una programmazione di lungo periodo. Monteleone ha sottolineato come i risultati ottenuti sul fronte ambientale e della sicurezza siano il frutto di una visione condivisa con il sindaco Vincenzo Romeo e del lavoro della struttura tecnica guidata dall'architetto Andrea Nocita, ribadendo l'impegno a trasformare la manutenzione da semplice costo emergenziale a investimento strutturale per la qualità della vita dei cittadini.
