La Cgil provinciale esprime tutto il proprio dissenso rispetto alla lentezza delle procedure che dovrebbero portare all'avvio dei lavori

"Sulla costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia pretendiamo chiarezza e trasparenza". Duro monito della Cgil Vibo tutt'altro che soddisfatta del modo in cui si sta procedendo nel tentativo di avviare la costruzione del nosocomio di località Cocari.  "Non siamo assolutamente rassicurati  - spiega il segretario provinciale Luigino De Nardo - per come stanno procedendo le cose e per i continui ritardi che si stanno verificando sulla tabella di marcia. Si erano stabiliti dei precisi percorsi, con la regione e la direzione aziendale, dentro un crono programma che avrebbe dovuto portare all'avvio dei lavori entro il mese di ottobre 2016. Ma, quanto si doveva realizzare in un primo step temporale
previsto per il 30 marzo non è assolutamente accaduto, causando ritardi di ulteriori due mesi nella programmazione dei lavori. E, per quanto possano dipendere da fattori imprevisti o da cause esterne a poco servono le giustificazioni addotte in una opera che di tempo ne ha già consumato a sufficienza in rinvii e proclami".

I ritardi. "Ci sembra  - prosegue De Nardo - di essere alle solite ed inconcludenti metodiche da scarica barile, dove la colpa è sempre degli altri e nessuno si sente le responsabilità. Eppure, non avevamo mancato di sottolineare la necessità di attivare costanti controlli sui rilievi tecnici e sulle modalità operative, che avrebbero potuto prevenire i rischi sui dilatanti tempi di realizzazione dell'opera. Se la regione e l'Asp non procederanno a fare contestuali azioni di monitoraggio e verifica il nuovo ospedale per i vibonesi lo costruiremo nella seconda metà del XXI secolo".

L'incontro con il governatore. "Questo è quanto abbiamo anche evidenziato  -conclude la nota - direttamente al presidente Oliverio, in visita sul territorio, il quale alle buone intenzioni politiche deve imprimere le concrete azioni amministrative, in una macchina tecnica e burocratica regionale da epoca borbonica. Adesso, sarebbe opportuno provare a fare un serio punto sullo stato dell'arte e rimettere le cose in chiaro, evitando il facile e gratuito convincimento sulla realizzazione di un opera, che non ci sembra per nulla scontata e soprattutto garantita nei tempi della sua realizzazione".