Quattordici condanne, a complessivi 155 anni di reclusione, nel processo d'Appello contro i clan delle Preserre Vibonesi, protagonisti di una sanguinosa faida

Regge anche in appello l'impianto accusatorio di "Luce nei boschi", il processo contro le cosche di 'ndrangheta delle Preserre Vibonesi. La Corte d'Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Giancarlo Bianchi, ha riformato ma non ha stravolto quanto sentenziato in primo grado dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia il 21 gennaio 2015.

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La conferme. Confermati i 24 anni di carcere per Bruno Emanuele, il boss dell'omonimo clan contrapposto alla famiglia Loielo in una delle faide più sanguinose e cruente che ha avuto come epicentro le Preserre Vibonesi e il piccolo centro di Gerocarne. E' stato condannato a 16 anni di reclusione Antonio Altamura, considerato il capo storico della "società di Ariola", frazione di Gerocarne. Dodici anni di carcere sono stati inflitti a Giovanni Loielo, Vincenzo Bartone (detto "Pio-Pio") e Pasquale De Masi, mentre sono stati condannati a 8 anni di reclusione Leonardo Bertucci e Antonio Gallace. Sette anni per Vincenzo Taverniti (alias "Cenzo d'Ariola) e Nazzareno Altamura; un anno e 6 mesi per Giuseppe De Girolamo.

Giovanni Loielo, Bruno Emanuele, Gaetano Emanuele ed in basso Vincenzo Bartone

Tali imputati sono tutti di Gerocarne, tranne Gallace che è di Arena e Bartone che è di Sorianello. Accolte quindi le richieste del sostituto procuratore generale Salvatore Curcio.

Condanne riformate. In appello sono state riformate alcune condanne: Domenico Falbo, collaboratore di giustizia di Cassano (Cs) è stato condannato a 6 anni di carcere (8 in primo grado); Francesco Capomolla 14 anni (17 anni e 6 mesi in primo grado) di Acquaro; Gaetano Emanuele 15 anni (22 anni in primo grado). Aumentata di 6 mesi la pena per Franco Idà (cognato di Bruno Emanuele), condannato a 12 anni e 6 mesi.

Nel corso del giudizio di primo grado era stata dichiarata la prescrizione dei reati per altri 8 imputati: Rocco Santaguida, Girolamo Macrì, Roberto Codispoti, Bruno Zungrone, Giuseppe Nesci, Antonio Condina, Giuseppe Gentile, Michele Rizzuti. Cinque erano state invece le assoluzioni (non appellate dal pm), vale a dire quelle di: Michele Altamura, ex sindaco di Gerocarne (Vv), dell’imprenditore di Soriano Giuseppe Prestanicola, di Rocco Loielo, Francesco Maiolo e Francesco Taverniti.

Il pm Marisa Manzini nel corso della requisitoria di primo grado aveva chiesto pene per 261 anni di carcere complessivi. In appello gli anni di carcere complessivi ammontano ora a 155. Otto i Comuni del Vibonese parti civili nel processo (Gerocarne, Acquaro, Arena, Dasà, Vazzano, Soriano Calabro, Sorianello), oltre a Confindustria Calabria.

Bruno Emanuele

Gaetano Emanuele

Antonio Altamura

 

 

 

 

 

Antonio Gallace

Franco Idà

Vincenzo Taverniti