La situazione è drammatica. Da mesi il Comune non incassa un euro in svariati settori. Ed anche se il Piano di riequilibrio venisse approvato dalla Corte dei Conti difficilmente, in queste condizioni potrebbe essere applicabile. A lanciare l'allarme è l'assessore al Bilancio di palazzo "Luigi Razza" Maria Teresa Nardo. Parole le sue che non lasciano molto spazio alle interpretazioni. "Stando così le cose, non lo riusciremmo a realizzare neppure se superasse sul piano tecnico il vaglio della Corte dei Conti. Il Piano di riequilibrio fallirebbe – sottolinea l'esponente dell'esecutivo guidato da Maria Limardo – perchè non saremmo in grado, in questa particolare congiuntura, di applicare le misure previste. Per questo motivo ho chiesto al sindaco di interpellare nuovamente il Ministero dell'Interno come peraltro è stato già fatto e chiedere maggior sostegno".

Attualmente il delicato strumento finanziario è stato inviato alla Corte dei Conti "che ancora non ha fatto alcuna valutazione". D'altronde, “una serie di decreti intervenuti dopo la dichiarazione dello stato di emergenza ne hanno raffreddato l'attività". Infatti, è stato chiarito "che la Corte dei Conti debba intervenire solo nei casi in cui risultino gravi irregolarità altrimenti le procedure verranno sospese fino a giugno 2021". Una buona notizia? "Non proprio" ribatte Maria Teresa Nardo. "Se avessimo avuto in mano il parere della magistratura contabile avremmo potuto far ricorso all'articolo 53 del Decreto agosto, secondo cui gli enti con un piano di riequilibrio già approvato possono avere trasferimenti nella parte corrente". Cosa significa tutto questo? "Significa che arrivano risorse dallo stato praticamente a fondo perduto".

Invece, il destino del Comune, continua ad essere appeso a un filo. "Da mesi – evidenzia la professoressa Nardo – non incassiamo nulla dalla pubblicità, dai parcheggi a pagamento, dalle multe. Abbiamo interrotto gli accertamenti sulle attività. Gli incassi sono crollati. Il gettito Imu aveva fatto registrare un incremento fino all'inizio del 2020 poi tutto si è improvvisamente fermato". Eppure, qualche segnale positivo era arrivato. "Pensi che solo dalla tassa di soggiorno, appena introdotta, avevamo incassato duemila euro nel mese di gennaio".

La situazione attuale invece è questa: “Se noi abbiamo fondato il Piano di riequilibrio da 24,5 milioni sulle maggiori entrate e sulla lotta all'evasione - conclude l'assessore al Bilancio - davanti a un territorio reso ancor più povero dal Covid, come dobbiamo orientarci? Chi possiamo aiutare con uscite per sei milioni di euro destinati al Fondo crediti dubbia esigibilità, 4 milioni di disavanzo e 1 milione di rata sui mutui? Sarebbe opportuno che il governo ci consentisse di rivedere il Piano, oppure ci desse lo stesso aiuto fornito solo a Reggio".