I due arrestati in un'inchiesta della Dda di Torino, ma per il Riesame non sussistono i gravi indizi di colpevolezza rispetto al delitto di associazione mafiosa

Il Tribunale della Libertà di Torino ha confermato la propria ordinanza con cui aveva escluso che Francesco Gioffrè e Domenico Gioffrè siano degli ‘ndranghetisti. I due giovani, difesi dagli avvocati Antonino Napoli e Giuseppe Germanò, si erano trasferiti da Amato di Taurianova a Chivasso, in provincia di Torino. Sono legati da vincoli di parentela con i Gioffrè di Seminara essendo i nipoti di Vincenzo Domenico Gioffrè detto Ringo e cugini dei Gioffrè imputati nel processo Artemisia.

Avvocato Napoli

L'inchiesta I due Gioffrè sono stati arresti in seguito ad un’indagine condotta dal pm della Distrettuale Antimafia di Torino Monica Abbatecola. Un'operazione contro alcune persone ritenute affiliati alla ‘ndrangheta ed a cui vengono contestati, a vario titolo, oltre al delitto di associazione a delinquere di stampo mafioso, diversi reati di tentato omicidio, lesioni personali, estorsioni, danneggiamenti, traffico di droga, porto e detenzione di armi ed altro aggravati dal metodo mafioso.

Non sono 'ndranghetisti Il Tribunale del riesame, accogliendo le argomentazioni degli avvocati Napoli e Germanò, ha ritenuto che non sussistono i gravi indizi di colpevolezza rispetto al delitto di associazione mafiosa in quanto non si tratta di un locale o ‘ndrina riconosciuti dal Crimine di Polsi ed il termine “bastarda”, utilizzato da terzi, nel corso delle conversazioni intercettate, per individuare il gruppo in cui sarebbero inseriti i due Gioffrè sarebbe, per i giudici del riesame, riferito in senso atecnico rispetto alle plurime acquisizioni che individuano compagini mafiose e di matrice ‘ndranghetista non riconosciute dal Crimine di Polsi, inteso come organismo criminale centrale e all’apice della gerarchia mafiosa reggina.