Regionali in Calabria, il TAR respinge i ricorsi di Comito, De Nisi, Iemma, Sarica e Vetere
Confermata l'elezione di "Noi Moderati": la soglia del 4% si calcola solo sui voti di lista, escluse le preferenze ai candidati Presidente
Nessun ribaltamento e nessuna "mini rivoluzione" tra i banchi di Palazzo Campanella. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria ha depositato le sentenze relative ai cinque ricorsi presentati contro i risultati delle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre 2025, confermando integralmente la validità delle operazioni di proclamazione degli eletti.
Il cuore della contesa legale riguardava l'interpretazione del calcolo della soglia di sbarramento prevista dalla legge elettorale regionale. I ricorrenti — tra cui Francesco De Nisi, Michele Comito, Ugo Vetere, Giusy Iemma e Franco Sarica — sostenevano che la percentuale del 4% dovesse essere calcolata sul totale complessivo dei "voti validi", includendo quindi anche le preferenze espresse esclusivamente per i candidati alla Presidenza.
Con questo metodo, la lista "Noi Moderati", attestata al 4,05% sui soli voti di lista, sarebbe scesa al 3,87%, perdendo i due seggi assegnati. Tuttavia, il TAR ha respinto questa tesi: il quoziente elettorale deve essere individuato sulla scorta delle cifre elettorali delle sole liste circoscrizionali, i voti assegnati al solo candidato presidente incidono sulla governabilità della Regione, ma non hanno riflessi sulla rappresentatività politica del Consiglio e il sistema elettorale calabrese, basato sulla legge regionale 1/2005 e sulla legge statale 108/1968, distingue nettamente tra le preferenze per il presidente e quelle per le liste.
Nella sentenza relativa al ricorso di Ugo Vetere (candidato nella lista "Occhiuto Presidente"), il Collegio ha inoltre chiarito perché non sia applicabile l'orientamento della giurisprudenza pugliese richiamato dai legali. A differenza della Calabria, la legge elettorale della Regione Puglia prevede espressamente che la soglia di sbarramento si calcoli sulla somma delle cifre elettorali regionali ottenute dai singoli candidati a presidente.
I giudici calabresi hanno inoltre dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale. La scelta di escludere i voti presidenziali dal calcolo dei seggi consiliari è stata ritenuta una legittima espressione della discrezionalità del legislatore regionale, volta a evitare la frammentazione politica.
La decisione del TAR cristallizza la geografia dell'aula: restano confermati i seggi per Vito Pitaro e Riccardo Rosa di "Noi Moderati". La maggioranza guidata da Roberto Occhiuto ne esce rafforzata, vedendo confermato l'impianto delle operazioni elettorali condotte dall'Ufficio centrale regionale presso la Corte d'Appello di Catanzaro.
Sebbene la partita al TAR si sia chiusa con il rigetto nel merito dei ricorsi, i ricorrenti potrebbero ora decidere di ricorrere al Consiglio di Stato per tentare l'ultimo grado di giudizio amministrativo. Le spese di lite sono state compensate tra le parti vista la complessità della controversia
