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Arriva alla fase dibattimentale l’inchiesta che ha acceso i riflettori su un presunto sistema di rapporti e favori all’interno della macchina amministrativa della Regione Calabria. Il gup del Tribunale di Catanzaro Teresa Lidia Gennaro ha disposto il rinvio a giudizio di 23 persone coinvolte nel procedimento. Il processo inizierà il prossimo 10 novembre davanti al Tribunale di Catanzaro.

Tra gli imputati figurano l’ex dirigente regionale Domenico Pallaria, indicato come figura centrale dell’inchiesta, e l’ex presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. A giudizio anche Giovanna Belvedere, Ercole D’Alessandro, Luciano D’Alessandro, Alfonso Dattolo, Giovanni Forciniti, Franco Albano Formoso, Giada Fulini, Odeta Hasaj, Luigi Incarnato, Lillo Gregorio Odoardi, Matteo Magni, Giovanni Marra, Angelina Molinaro, Antonio Nisticò, Cristian Pancotti, Salvatore Rotundo, Nazzareno Giuseppe Rudi, Alessandro Rugolo, Luigi Russo, Francescantonio Stillitani e Sergio Vittadello. Prosciolto invece il finanziere Marco Paladino.

Le contestazioni della Procura riguardano, a vario titolo, ipotesi di corruzione, falso ideologico, concussione e accessi abusivi a sistemi informatici. Secondo l’accusa, alcuni rapporti tra pubblici amministratori e soggetti privati avrebbero favorito interessi personali e imprenditoriali.

Tra le vicende contestate figurano presunti favori nell’ambito di incarichi e procedure regionali, oltre a rapporti con imprenditori per contributi, affidamenti e opere pubbliche. Contestazioni anche per Oliverio in relazione a una presunta proroga di contratti nel settore della Protezione civile.

Nel procedimento si sono costituiti parte civile la Regione Calabria, il ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate.