Un rossanese A.V. era finito sotto processo in Veneto, nell’ambito dell’operazione antimafia “Ermes” dello scorso gennaio, con l’accusa di associazione mafiosa, violenza privata, rapina, stalking e lesioni aggravate, unitamente ad altri soggetti ritenuti interni alle cosche ‘ndranghetiste “Tegano” e “Condello” del Reggino. La Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia contestava al giovane e agli altri due indagati di aver inseguito una giovane donna – affiancandola, speronandola e sbarrandole la strada con l’auto – e di averla costretta a modificare il proprio percorso di marcia, a guidare a velocità elevata e con manovre rischiose per la propria vita e per il passeggero nonché per altri utenti della strada, e di averla costretta infine a fermarsi bloccandole le vie di fuga. A quel punto, secondo le accuse, l’avrebbero trascinata fuori dall’auto e costretta a recarsi all’interno di un appartamento per prendere una pistola; in quell’occasione l’avrebbero poi colpita alla testa causandole delle lesioni e si sarebbero impossessati del suo cellulare.
___PROTECTED_BLOCK_1___