Poliziotta di Vibo chiede il trasferimento per assistere il figlio: il Tar sospende il diniego del Ministero
L'agente della Questura di Vibo Valentia aveva richiesto l'applicazione dell'articolo 42-bis del decreto legislativo 151/2001. Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso e disposto un nuovo esame dell'istanza
Una battaglia per il riconoscimento dei diritti familiari degli appartenenti alla Polizia di Stato arriva davanti ai giudici amministrativi e ottiene un primo importante risultato. Il Tar Calabria ha infatti accolto la richiesta cautelare presentata da una poliziotta in servizio alla Questura di Vibo Valentia, sospendendo il provvedimento con cui il Ministero dell'Interno aveva negato l'applicazione del beneficio previsto dall'articolo 42-bis del decreto legislativo 151 del 2001.
La norma consente ai dipendenti pubblici con figli minori di tre anni di chiedere un'assegnazione temporanea in una sede più vicina alla residenza del nucleo familiare, compatibilmente con le esigenze dell'amministrazione.
L'agente, indicata con le iniziali R.M., aveva presentato la richiesta nel marzo 2026 per ottenere un trasferimento temporaneo presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sant'Agata di Militello, in provincia di Messina. Dopo un periodo di valutazione, però, la Direzione Centrale per gli Affari Generali e le Politiche del personale del Ministero dell'Interno aveva respinto l'istanza.
La decisione aveva spinto la poliziotta, con il sostegno del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), a rivolgersi alla giustizia amministrativa. Il ricorso, seguito dall'avvocato Pietro Barbaro del Foro di Reggio Calabria e con il supporto della segreteria nazionale del sindacato, è stato esaminato dal Tar Calabria che, con ordinanza dell'8 luglio 2026, ha accolto la domanda cautelare.
I giudici hanno quindi sospeso il provvedimento di diniego e ordinato all'amministrazione di procedere a un nuovo esame della richiesta, valutando nuovamente la possibilità dell'assegnazione temporanea della dipendente.
Soddisfazione è stata espressa dalla segreteria provinciale del Siulp di Vibo Valentia, che ha definito il risultato un passaggio significativo nella tutela dei diritti del personale della Polizia di Stato.
Secondo il sindacato, la vicenda evidenzia la necessità di una riflessione più ampia da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza sulla corretta applicazione dell'articolo 42-bis, una disposizione ritenuta fondamentale per consentire agli operatori di conciliare il servizio istituzionale con le esigenze familiari.
Il procedimento proseguirà ora con il riesame da parte dell'amministrazione, chiamata a rivalutare la posizione della dipendente alla luce del pronunciamento del Tribunale amministrativo.
