Lavoratrice "ingiustamente licenziata" dopo aver preso il Covid: reintegrata dal Tribunale
“Il reintegro di una lavoratrice malata di Covid-19 dopo essere stata ingiustamente licenziata per superamento del cosiddetto 'periodo di comporto', e il riconoscimento delle indennità e delle spese legali a carico dell’azienda. È il grande risultato ottenuto dalla Uiltucs Reggio Calabria con il proprio legale Caterina Gioè, affermato mediante ordinanza dal Tribunale di Palmi“. È quanto afferma il segretario della stessa Uiltucs Reggio Calabria, Sabrina De Stefano.
“Il legale ha trovato le chiavi giuridiche giuste - continua il sindacato - per superare le lacune normative ed è riuscito a far ritornare sul proprio posto di lavoro una donna che, ad inizio pandemia, quando ancora non erano stati prodotti i vaccini, era risultata positiva al Coronavirus per quindici giorni, durante i quali era stata confinata in isolamento domiciliare da un’ordinanza comunale, e successivamente, una volta negativizzatasi, aveva avuto gravi problemi di salute dovuti alla precedente malattia che le avevano impedito di ritornare subito a lavoro. Tutto ciò aveva spinto l’azienda per la quale all’epoca prestava servizio e per la quale tornerà a lavorare, una volta ripresentatasi, a licenziarla per superamento dei centottanta giorni entro l’anno solare del cosiddetto 'periodo di comporto' previsto dalla normativa".
Il legale del sindacato "è riuscito a riconoscere giustizia alla sua assistita. Infatti, dopo aver impugnato il provvedimento aziendale presso il Tribunale di Palmi, il legale, evocando l’articolo 26 del decreto 'Curitalia', che prevede la decurtazione del cosiddetto 'periodo di comporto' della quarantena e dell’isolamento domiciliare dovuti al Coronavirus, è riuscita a dimostrare che i giorni non erano 188, bensì 176". L'avvocato Gioè a riguardo ha dichiarato: “Nonostante le lacune giuridiche, siamo riusciti a trovare la chiave giusta. Non è stato semplice, siamo molto soddisfatti di questa vittoria in aula che ha portato al riconoscimento dei diritti della lavoratrice”.
“Quella del Tribunale di Palmi è un’ordinanza che farà scalpore - conclude Sabrina De Stefano - visto il persistere della pandemia e gli attacchi al mondo del lavoro che non si fermano, e che avrà risalto nazionale. Siamo contenti di aver vinto questa battaglia confermandoci sempre a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori a difendere i loro diritti”.
