Incidente mortale di Gianluca Scuglia a Vibo, responsabile civile citato dal gup
Udienza preliminare per il drammatico incidente costato la vita al 34enne vibonese travolto da una Maserati a pochi metri da casa. Omicidio colposo il reato ipotizzato
Emesso stamane dal gup del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, il decreto di citazione in giudizio del responsabile civile, individuato nella compagnia di assicurazioni "Unipol-Sai" che copriva l'assicurazione della Maserati di Francesco Satriani, il giovane che si trova dinanzi al giudice dell'udienza preliminare con l'accusa di omicidio colposo. Il procedimento giudiziario riguarda il decesso di Gianluca Scuglia, il giovane di 34 anni di Vibo Valentia che il 22 dicembre 2014 ha perso la vita a bordo della sua Y10 venendo travolto da una Maserati guidata a gran velocità da Satriani. La vittima è stata investita a poche decine di metri da casa, sbalzata fuori dall’auto e scaraventata a decine di metri dal luogo del sinistro.

Per quel drammatico incidente, la Procura di Vibo Valentia - oggi rappresentata in aula dal pm Claudia Colucci - ha chiesto nel giugno scorso il rinvio a giudizio di Francesco Satriani (difeso dagli avvocati Giovanni Vecchio, Sandro D'Agostino e Francesco Sabatino), di 36 anni, di Mesiano di Filandari, il giovane che si trovava alla guida della Maserati. Il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo. L’incidente si verificò in via Accademie vibonesi, dove la Y10 guidata da Gianluca Scuglia (foto sotto) a causa del violento impatto è poi finita contro un albero terminando la sua corsa a quaranta metri dal luogo dello scontro. Il conducente della Maserati, qualche giorno dopo l’incidente era stato posto agli arresti domiciliari su ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Vibo in accoglimento di una richiesta del pm Santi Cutroneo.

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, Francesco Satriani si era avvalso della facoltà di non rispondere. L’ordinanza di arresto gli era stata notificata a seguito dei risultati delle analisi del sangue (positività all’alcoltest) effettuate nell'immediatezza dai medici del Pronto soccorso intervenuti sul luogo dell’incidente. La vittima due giorni prima di morire aveva firmato un contratto di lavoro in un centro commerciale del Vibonese. Le parti civili per quanto riguarda Mario Scuglia e Francesco Scuglia (rispettivamente padre e fratello della vittima) sono assistite dall'avvocato Giuseppe Grande, mentre Giuseppe Scuglia (fratello di Gianluca) e Vittoria De Caria (la madre di Gianluca) sono assistiti dall'avvocato Gianmarco Cesari.
Il gup ha quindi rinviato l'udienza al 19 maggio per la notifica della citazione al responsabile civile "Unipol-Sai". Gianluca Scuglia era molto conosciuto a Vibo e da tutti benvoluto. La sua scomparsa ha commosso un'intera città. (g.b.)
