Comune Vibo, scontro in commissione sulle lampade votive: volano gli stracci
Lettera al primo cittadino di due esponenti del Partito democratico: Stefania Ursida e Maria Fiorillo si sono dette offese dal presidente della I commissione Giuseppe Muratore. Il Pd tace, Policaro getta acqua sul fuoco
Muro contro muro in commissione. E' ancora polemica tra maggioranza e opposizione. Potrebbe sollevare un polverone quanto accaduto nella I commissione consiliare lo scorso 16 dicembre. Il casus belli sarebbe stato sollevato dalla discussione sul regolamento concernente le lampade votive. La bozza proposta dal presidente di commissione Giuseppe Muratore non sarebbe andata giù a due elette della minoranza, nella fattispecie Stefania Ursida e Maria Fiorillo che si sono sentite offese e maltrattate dal presidente Giuseppe Muratore esprimendo al sindaco tutte le loro rimostranze in una missiva indirizzata al primo cittadino e al presidente del Consiglio comunale Stefano Luciano.
La lettera. Nella missiva viene stigmatizzato il "comportamento irriguardoso" del presidente di commissione che avrebbe reagito ad alcune segnalazioni. "Durante la sessione dei lavori – scrivono Ursida e Fiorillo – abbiamo espresso in spirito di totale collaborazione istituzionale alcune perplessità su aspetti inerenti uno degli argomenti all'ordine del giorno. Su invito del presidente – sottolineano – ci siamo avvicinate a lui per evidenziare quanto ritenuto opportuno in ordine ad alcune modifiche, avanzando garbatamente e legittimamente – chiariscono – suggerimenti relativi alla forma delle stesse". Questi invece avrebbe reagito "esternando in modo plateale il proprio disappunto e un palese fastidio per la nostra legittima segnalazione, e non solo non coglieva costruttivamente le osservazioni suggerite, ma utilizzava pure termini e modi offensivi e irriguardosi, verbali e fisici, arrivando a sbattere le carte in faccia ad una delle due. Ma non è la prima volta – aggiungono Ursida e Fiorillo – che in I commissione si registrano fatti di questo tipo" visto che "ogni atto anziché essere discusso viene trattato offensivamente e al più con sufficienza e protervia nei confronti dei consiglieri di minoranza".
Il richiamo. Strali pesanti corredati da osservazioni non meno forti: "Nelle istituzioni – spiegano Ursida e Fiorillo – certo vale la legge dei numeri, ma essa non può anteporsi al confronto, al rispetto delle persone e dei ruoli ed alla democrazia in senso più ampio. Nessuno – chiosano le due elette – può farci tacere se non con le argomentazioni. La violenza non ci appartiene e quindi non la tollereremo ulteriormente".
L'altro punto di vista. Dal canto suo, Giuseppe Muratore ha dato la propria versione dei fatti. " Durante quella sessione di lavori ho consegnato ai commissari – esordisce - copia della bozza del nuovo regolamento sulle lampade votive che tutti avrebbero potuto vagliare con cura nei tempi opportuni. Ho detto chiaramente che si trattava, appunto, di una bozza sulla quale avremmo apportato all'indomani, nel corso della seduta successiva, le necessarie modifiche. Sebbene avessi chiarito che si trattava di una bozza, dopo qualche minuto – aggiunge – le due cogliere Stefania Ursida e Maria Fiorillo si sono presentate dinanzi a me sostenendo che fosse tutto sbagliato. E a seduta chiusa – ha tenuto a precisare il presidente della I commissione – entrambe le elette si sono presentate dal segretario facendo aggiungere al verbale che io avevo sbattuto loro in faccia dei fogli che avevo tra le mani". Addirittura, Ursida e Fiorillo avrebbero chiesto chiarimenti a Costa che avrebbe provato a distendere gli animi senza successo. "Avrei voluto procedere con una telefonata, ma sono venuto a sapere che hanno scritto qualcosa. Dunque, mi sono fermato e procederò a difendermi da me - ha chiosato Muratore - con l'apporto del mio gruppo se lo vorrà".
Acqua sul fuoco. Prova a ridimensionare l'episodio il consigliere comunale della "Città che Vorrei" Giuseppe Policaro. "Ritengo che la vicenda, venuta alla ribalta della cronaca, non potrà che essere circoscritta - evidenzia l'eletto - all’ambito cui essa appartiene, quello della dialettica, magari anche accesa, e della passione politica che, come noto, insieme, costituiscono alcuni degli ingredienti naturali della discussione democratica. Ed invero - prosegue - essendo il dottore Giuseppe Muratore persona a mio giudizio equilibrata, pacata e ragionevole credo che, nello specifico, nell’ambito dei lavori della commissione, qualcosa sia stato equivocato e frainteso al punto da ingenerare confusione e travisamento. Orbene, essendo parimenti le consigliere dottoressa Ursida e avvocato Fiorillo persone ragionevoli, concludo auspicando che avvenga tra loro, e presto, un incontro chiarificatore onde evitare che dei fraintendimenti possano incidere negativamente nell’ambito dei lavori della Commissione".
