'Ndrangheta e politica: chiesto a Reggio il processo per il senatore Caridi e per Sarra
Nuovo traguardo per i magistrati della Dda che hanno chiesto il rinvio a giudizio per 69 dei 72 indagati finiti nell’inchiesta Ghota
La Dda di Reggio Calabria ha chiesto il rinvio a giudizio per il senatore Antonio Caridi destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa. Insieme a lui la Procura distrettuale dello Stretto ha chiesto il processo per 69 dei 72 indagati finiti nell’inchiesta Ghota.
Le accuse. Secondo le ipotesi di accusa il politico calabrese “fruiva dell’appoggio della cosca De Stefano”, operando in modo stabile e consapevole a favore del sistema criminale, approfittando del suo ruolo pubblico e delle cariche di volta in volta ricoperte all’interno del Consiglio e della Giunta comunale di Reggio, del Consiglio e della Giunta regionale della Calabria e del Senato della Repubblica”. Una carriera politica insomma costruita sotto la direzione della ‘ndrangheta.
Gli altri indagati. I magistrati hanno chiesto il processo per quelli che loro definiscono i capi della struttura invisibile della 'ndrangheta, gli avvocati Paolo Romeo e Giorgio De Stefano, il legale Antonio Marra, e il nipote del secondo, Dimitri, e il cugino acquisito, l'ex dipendente regionale Franco Chirico. E poi ancora Vincenzo Amodeo, Antonino Araniti, Domenico Aricò, Vincenzo Carmine Barbieri, Giovanni Cacciola, Carmelo Giuseppe Cartisano, Angela Chirico, Antonino Chirico, Domenico Chirico (cl. 88), Domenico Chirico
(cl.86), Francesco Chirico (cl.44), Alessandro Delfino, Lorena Franco, Roberto Franco, Salvatore Primo Gioè, Pasquale Massimo Gira, Paolo Giustra, Giuseppe Iero, Domenico Marcianò, Anna Rosa Martino, Angela Minniti, Giovanni Sebastiano Modafferi, Bruno Nicolazzo, Antonino Nicolò, Alessandro Nicolò, Carmelo Salvatore Nucera, Giovanni Pellicano, Giancarlo Remo, Saveria Sacca, Michele Serra, Giuseppe Smeriglio, Domenico Stillittano, Mario Vincenzo Stillittano e Andrea Tortora.
Davanti al gup si dovranno presentare anche l'ex sottosegretario regionale Alberto Sarra e l'ex consigliere provinciale, Demetrio Cara il dirigente comunale Marcello Cammera, il giudice in pensione Giuseppe Tuccio e l'ex canonico di Polsi, don Pino Strangio entrambi accusati di far parte dell'associazione segreta messa in piedi dall'avvocato Romeo per poter condizionare la vita politica, economica e sociale di Reggio. Stessa accusa contestata al presidente di Cittadinanza Attiva, Domenico Pietropaolo e al cancelliere della Corte d'appello, Aldo Inuso, accusato anche di turbata libertà degli incanti, intestazione fittizia e riciclaggio. E ancora chiesto il processo per Maria Luisa Franchina, e per la figlia, Elena Mariaserena Inuso, nei cui confronti si ipotizza di aver truccato l'esame di l'abilitazione alla professione di avvocato, grazie all'aiuto di due dipendenti del Tribunale di Reggio Calabria, Maria Antonietta Febbe e Andrea Santo Tortora, l'ex vicepresidente di Fincalabra, Nuccio Idone, l'ultimo presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, l'ex assessore comunale Amedeo Canale, il professore Giovanni Pontari, il professore Antonio Rocco Zoccoli, Andrea Scordo, la giornalista Teresa Munari, l'avvocato Paola Colombini e il marchese Saverio Genovese Zerbi.
