Una seduta aperta nel segno del ricordo e chiusa nel cuore dell'emergenza. I lavori del Consiglio regionale della Calabria sono iniziati oggi con il doveroso omaggio alla Giornata della Memoria, un richiamo che il presidente dell'Assemblea, Salvatore Cirillo, ha voluto legare strettamente alla responsabilità civile verso il presente travagliato della regione.

«Il nostro impegno ci chiede oggi di rivolgere un pensiero alle comunità colpite dalla violenta ondata di maltempo», ha dichiarato Cirillo, sottolineando la «forte sinergia istituzionale» che ha portato il Governo a riconoscere celermente lo stato di emergenza

Sulla questione è intervenuto il governatore Roberto Occhiuto, fornendo i primi dati numerici sulle risorse in arrivo. Il Consiglio dei Ministri ha stanziato un totale di 100 milioni di euro per le somme urgenze, di cui 33 milioni di euro sono destinati direttamente alla Regione Calabria. «Stiamo realizzando i lavori in questi giorni», ha spiegato Occhiuto, aggiungendo che seguirà una «puntuale ricognizione dei danni» per un successivo provvedimento di copertura totale. Il Presidente della Giunta ha inoltre rivelato di aver sollecitato il Governo nazionale per ottenere deroghe europee riguardanti le scadenze delle concessioni demaniali, duramente provate dalle mareggiate.

Nonostante i richiami all'unità, il dibattito è presto scivolato su toni accesi. L'opposizione, con interventi duri da parte di Alecci, Falcomatà, Greco e Scutellà, ha puntato il dito contro la Giunta, accusata di non avere abbastanza peso politico a Roma. Risorse definite «esigue» rispetto ai danni reali e la polemica per il mancato arrivo in Calabria del premier Giorgia Meloni, tra gli spunti dei consiglieri di centrosinistra: «Il governo regionale non è riuscito a far valere le proprie ragioni con un governo dello stesso colore politico».

Di contro, il vicepresidente Mancuso, insieme ai consiglieri Polimeni e Iiriti, ha difeso l’operato della Giunta respingendo le accuse di inefficienza e stigmatizzando quelle che hanno definito «strumentalizzazioni politiche». La linea della maggioranza resta quella della coesione: «Quello che è successo è pesante, serve unità e non polemiche».