Le mani delle cosche su edilizia e supermercati: i NOMI degli arrestati
L’operazione, denominata "Planning", ha consentito di sgominare un’associazione criminale che avrebbe visto alleati imprenditori e famiglie di 'ndrangheta finalizzata all’infiltrazione di alcune cosche nel settore edile e nella grande distribuzione alimentare.
Beni e società sequestrati anche all'estero
Contestualmente - in Lombardia, Abruzzo, Lazio e Calabria - Dia e finanzieri stanno dando esecuzione al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, disposto dalla procura reggina, di 27 imprese, di cui una con sede legale in Slovenia e una in Romania, 31 unità immobiliari, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 32 milioni di euro.
Le mani sul settore edile e sulla grande distribuzione alimentare
L’operazione costituisce l’esito di un’indagine condotta dalla Dia e dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Reggio Calabria. In particolare, sarebbero stati acquisiti elementi relativi all’esistenza di un’associazione a delinquere nel cui ambito imprenditori attivi nel settore edile e della grande distribuzione alimentare - alcuni dei quali già coinvolti in inchieste penali o destinatari di misure di prevenzione - avrebbero stretto una pluralità di accordi con famiglie di 'ndrangheta, agevolando, secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’infiltrazione della consorteria in quei settori attraverso la compartecipazione occulta di loro esponenti alle iniziative economiche, gestite ed organizzate tramite imprese fittiziamente intestate a terzi, o mediante l’affidamento di numerosi servizi e forniture a imprenditori espressione dell’associazione criminale.
I soldi "dirottati" alla 'ndrangheta
Parte dei profitti così accumulati sarebbe stata poi trasferita in maniera occulta, attraverso fittizie operazioni commerciali e fittizi rapporti giuridici - al fine di dirottare la liquidità verso i titolari effettivi delle operazioni economiche, incluse le cosche di 'ndrangheta, e di ostacolare le indagini - eludendo l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali e consentendo l’impiego e l’autoriciclaggio dei proventi illeciti. Nello stesso tempo, le cosche avrebbero agevolato l’espansione delle iniziative imprenditoriali sul territorio, a discapito dei concorrenti, tutelandone gli interessi anche con l’esercizio della forza intimidatoria.
Gli arrestati.
Sono finiti in carcere: Dominique Surace, 54 anni; Francesco Armeni di 68 anni; Andrea Chilà di 57 anni; Domenico Gallo di 66 anni; Giampiero Gangemi di 53 anni; Sergio Gangemi di 48 anni, Fortunato Martino detto “Nato” di 59 anni e Antonino Mordà di 53 anni.
Agli arresti domiciliari Gaetano Coppola di 83 anni, Roberto Di Giambattista di 65 anni, Vincenzo Lo Giudice detto “Enzo” di 60 anni e Giuseppe Antonio Milasi detto “Pino” di 53 anni.
Indagati a piede libero Luigi Bagnato, 68 anni; Filippo Antonio Barcaiolo, 40 anni; Marcello Brunozzi, 71 anni; Francesco Cozza detto "Ciccio", 48 anni; Carmelo Maria Romeo, 44 anni; Domenico Siclari, 63 anni; Tiziana Spina, 41 anni; Gianluca Taverniti, 44 anni.
Tra gli indagati, quindi, l’ex calciatore della Reggina Francesco “Ciccio” Cozza
