'Ndrangheta a Vibo, pena ridotta in Appello per l'armiere dei Mancuso
La seconda sezione penale della Corte d'Appello di Reggio Calabria ha escluso l'aggravante dell'agevolazione mafiosa e ridotto la pena inflitta in primo grado a Dominic Signoretta, 46 anni di Nao di Jonadi, a nove anni e due mesi di reclusione. E' il verdetto emesso dai giudici nell'ambito del processo scaturito dall'operazione Mediterraneo. La sentenza per il 46enne vibonese giunge all'esito di un tortuoso iter processuale nel quale la Corte di Cassazione aveva annullato la precedente condanna proprio con riguardo al l’aggravante dell’agevolazione fissando dei criteri ai quali oggi si sono adeguati i giudici di appello. Accolte quindi le argomentazioni prospettate dai suoi legali, gli avvocati Francesco Sabatino e Valerio Spigarelli.
L'armiere dei Mancuso. Signoretta risulta imputato anche a Catanzaro per un altro processo per armi nel quale anche in questo caso la Suprema Corte ha annullato per due volte l’aggravante mafiosa disponendo un nuovo processo che affronterà in regime di arresti domiciliari. Signoretta è ritenuto dagli inquirenti e dai collaboratori di giustizia l’armiere del gruppo guidato da Pantaleone Mancuso, alias l'ingegnere e nel recente passato è stato oggetto di un grave attentato avendo ignoti esploso numerosi colpi di arma da fuoco verso la sua abitazione. Un vero e proprio agguato di stampo mafioso dal quale il 46enne è uscito miracolosamente illeso.

