Rinascita-Scott, Pittelli intercettato: "Tremonti prendeva 5 milioni a emendamento"
Emergono nuovi particolari dai faldoni della maxi-inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro denominata "Rinascita-Scott" contro la 'ndrangheta vibonese. Il "Fatto Quotidiano" tira fuori nuove intercettazioni che mettono in imbarazzo l'ex ministro dell'Economia ai tempi dei governi Berlusconi, Giulio Tremonti. A fare il suo nome è Giancarlo Pittelli, uno dei principali indagati, finito in carcere con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il pranzo a Soverato. Il noto penalista catanzarese viene intercettato dal Ros dei Carabinieri in un pranzo a Soverato mentre si trova con Macella Tettoni, consigliere comunale di Pisano in provincia di Novara e invitata in Calabria nelle vesti di amministratrice di aziende del Nord. E' il maggio del 2018. I due parlano di un progetto per la realizzazione di un complesso alberghiero che doveva sorgere a Stalettì e tra una conversazione ed un'altra gli inquirenti captano una frase in particolare: "Ti posso raccontare - sostiene Pittelli - che che quando stavo in Parlamento e votavamo le leggi… c’era Tremonti che si faceva pagare gli emendamenti, lo sai… Non lui direttamente, ma Milanese". In base alla ricostruzione fatta dal giornale di Marco Travaglio potrebbe trattarsi "di Marco Milanese, consigliere e braccio destro dell’ex ministro dell’economia".
La riunione con i boss. Milanese, come Giulio Tremonti, risultano completamente estranei all'inchiesta "Rinascita-Scott" ma il nome dell'ex ministro viene tirato nuovamente in ballo da Pittelli qualche mese dopo e questa volta in un incontro con il boss di Limbadi Luigi Mancuso e con quello di San Gregorio Saverio Razionale, due autentici "mammasantissima" della 'ndrangheta vibonese. E' il 12 giugno del 2018 Pittelli spiega quanto è faticoso fare il parlamentare di Forza Italia ("Lavoravamo fino alle 4 del mattino") e aggiunge che "Tremonti si prendeva 5 milioni ad emendamento".
La replica dell'ex ministro. Il "Fatto Quotidiano" ha anche raggiunto telefonicamente Giulio Tremonti che ha quindi subito replicato bollando quanto sostenuto da Pittelli nelle intercettazioni come "falsità". L'ex ministro ha quindi annunciato di voler citare in giudizio il penalista catanzarese: "Farò una citazione e richiesta di risarcimento danni nei suoi confronti. Applicherò la stessa tariffa che mi accusa di aver adottato per gli emendamenti: gli chiederò 5 milioni di euro che poi devolverò alla lotta al Covid-19".
