'Ndrangheta, estorsione mafiosa all'imprenditore Nino Demasi: condannati il boss di Rizziconi ed il figlio
Il Tribunale di Palmi ha condannato Teodoro Crea e suo figlio Giuseppe a 12 a 8 anni di reclusione dal Tribunale di Palmi
Il boss di Rizziconi Teodoro Crea e suo figlio Giuseppe sono stati condannati a 12 a 8 anni di reclusione dal Tribunale di Palmi. I due sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti dei noti imprenditori Nino e Giuseppe Demasi, che si sono costituiti parte civile nel procedimento. Il Collegio ha deciso che i danni causati ai due imprenditori dovranno essere quantificati in sede civile, ma ha imposto ai Crea una provvisionale di 20mila euro da versare a Giuseppe Demasi. L’altro figlio del potente boss di Rizziconi, Domenico Crea, risulta ancora latitante. Per questo motivo il suo processo è al momento sospeso.

Macchinari gratis L’inchiesta della Distrettuale antimafia di Reggio Calabria contro i Crea è partita grazie alla denuncia dei Demasi, al termine della quale il gip Reggino ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare contro Teodoro, Giuseppe e Domenico Crea.
I tre, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero costretto l'imprenditore Giuseppe De Masi a consegnargli macchine per l'agricoltura, attrezzi e materiale di vario tipo senza mai pagare, se non in rare occasioni, solo piccoli acconti sul prezzo. Una estorsione mafiosa, secondo i magistrati, quantificabile in 180.278,10 euro. Già a giugno 2014, De Masi aveva reso le prime dichiarazioni, riferendo come per più di 15 anni i Crea avessero prelevato merce dalle sue aziende, senza mai pagare, forti della implicita minaccia di ritorsioni, qualora fosse stato loro richiesto il pagamento, derivante dall'appartenenza alla ‘ndrangheta.
