Vibo, l'emergenza immigrazione diviene caso politico: la maggioranza replica al Pd
I capigruppo di maggioranza reagiscono in modo coeso alle affermazioni del capogruppo del Pd Giovanni Russo sulla situazione venutasi a creare all'ultimo sbarco dei migranti a Vibo Marina. "Non possiamo, infatti, né vogliamo accettare - sostengono i portabandiera della coalizione che sostiene il sindaco Elio Costa - questo atteggiamento disfattista di un’opposizione che, probabilmente parlando senza approfondire notizie e informazioni, ad oggi appare totalmente priva di contenuti e che invece di agire per il bene della città, sembra cercare un costante scontro sui giornali, nel tentativo di recuperare una credibilità politica che sembra oramai parecchio sopita".
L'affondo. Vengono definite"strumentali" le polemiche e "gratuiti gli attacchi da parte di chi, invece, soprattutto per ruolo istituzionale, dovrebbe conoscere bene come stanno le cose e quali siano gli ambiti di competenza dei soggetti chiamati a governare le specifiche emergenze. Nel quadro delle operazioni di sbarco, tutte le attività di prima accoglienza vengono gestite dalla Prefettura e dalla Questura, che provvedono ad attribuire ai vari soggetti coinvolti nelle operazioni, specifici compiti da svolgere nell’immediatezza". Il Comune di Vibo Valentia, "anche in quest’ultimo sbarco, così come nei 14 precedenti, ha dovuto assicurare a tutti i migranti, e lo ha fatto peraltro in modo ineccepibile - sostiene la maggioranza- bagni chimici, fornitura di pasti, bevande, abbigliamento e altri beni di prima necessità, e inoltre, ha dovuto anche occuparsi dei minori provvedendo all’affidamento a strutture idonee all’accoglienza".
La replica. "Per quanto riguarda i tempi di attesa verificatesi nell’ultimo sbarco, il consigliere Russo - prosegue la nota - dovrebbe sapere che, la nuova normativa antiterrorismo prevede controlli più articolati e approfonditi da parte delle Forze dell’Ordine rispetto a quanto avveniva in precedenza, in coordinamento con il Ministero degli interni e l’utilizzo della banca dati internazionale, operazioni non sempre facili e rapide perché i migranti sono spesso privi di documenti. Anche questa volta, ribadiamo, si è operato secondo legge, con responsabilità e spirito di umanità, per garantire accoglienza e assistenza, ma anche sicurezza, legalità, per i migranti, per la comunità di cittadini chiamata alla prima accoglienza, per il Paese ed i luoghi dove sono destinati. La “questione immigrazione”, per la sua delicatezza e per principi umanitari, non può essere usata come mezzo di propaganda politica, ecco perché invitiamo il Consigliere Russo e l’opposizione a maggiore senso di attenzione e responsabilità”.
