Una nuova pesante tegola si abbatte sulla Vibonese Calcio. La squadra che storicamente rappresenta la città rischia di dover fare le valigie dallo stadio "Luigi Razza". Le motivazioni non sono di carattere sportivo, ma trovano il proprio presupposto fondante in un pesantissimo conguaglio Tari che il Comune ha comminato alla società guidata dal presidente Caffo. In sostanza, soltanto per la Tribuna-gradinata dello stadio, che viene utilizzata esclusivamente durante gli incontri casalinghi della società, dunque, 19 volte all'anno, l'Ente ha applicato una tassazione corrispondente ad un utilizzo per l'intera durata dell'anno solare. Tutto questo, considerati gli arretrati a partire dal 2014 comporto alla società una cifra da pagare che si aggira sui 500mila euro. I dettagli della vicenda sono stati chiariti in una lunga lettera che Pippo Caffo ha indirizzato al sindaco Maria Limardo e della quale ieri è stata data lettura integrale, nel corso dei lavori della quinta commissione consiliare. A renderla nota, la consigliera comunale di Vibo da Vivere Lorenza Scrugli che ha chiesto precise spiegazioni alla politica rispetto all'eventualità che la società calcistica possa abbandonare la città.

Nella fattispecie, il 29 ottobre 2019, l'ufficio tributi ha notificato con retroattività dal 2014, alla Vibonese, in una tassazione pari a 40mila euro annui che, sommati a sanzioni ed interessi raggiungevano quota 63mila. "Nell'immediatezza -scrive il presidente Caffo – ci siamo recati presso gli Uffici comunali per chiedere l'annullamento di tale atto, l'emissione di una eventuale nuova cartella per i giorni di effettivo utilizzo dell'impianto". Da quel momento, però, "non avremmo ricevuto alcun riscontro". Tutt'altro che inerme, la Vibonese inoltrava allora una Pec al Comune chiedendo "l'annullamento della cartella e l'eventuale applicazione della tariffa giornaliera". La richiesta cadeva nel vuoto fino al 24 maggio 2022 quando la società calcistica riceveva la classica "mazzata" dall'Agenzia delle Entrate. In totale, dal 2014 al 2021 si chiedeva di pagare la somma di 453.912,84 euro a cui si aggiungeva l'acconto per l'anno 2022 di 28.249,64 euro. In totale, considerando pure il saldo 2022, più di 500mila euro. "Somme che saranno la futura causa -si legge nella lettera del patron rossoblù -del fallimento della Vibonese".

Parole chiare con le quali, peraltro, Caffo chiedeva nella missiva al sindaco, di "investire della vicenda il Consiglio comunale". Senza un riscontro, il presidente chiariva di essere pronto a consegnare le chiavi dello stadio entro il 15 luglio e "di ritirare la squadra dalle competizioni sportive nazionali". Il tutto dopo aver sostenuto, peraltro, fior di "spese per la manutenzione dell'impianto per videosorveglianza, illuminazione e quant'altro per una cifra complessiva di 572mila euro".