Il ritratto di Rosa Maria Iannino, il medico coinvolto nella presunta compravendita di minore è quella di una persona che vive una difficile situazione psicologica 

"Rosa Maria Iannino è una donna che ha bisogno di un aiuto". E' questo il parere dell'assistente sociale di Palmi che, il 27 gennaio dello scorso anno, entrava nella casa dove il medico dell'Asp di Reggio Calabria finita ai domiciliari con le pesanti accuse di maltrattamenti, abbandono di minore e compravendita di minore dalla procura di Palmi.  «Le condizioni psicologiche (della Iannino ndr) - scriveva l'assistente sociale inviata dalla Procura dei minori di Reggio Calabria - necessitano di approfondimenti e di opportuni trattamenti specialistici».

Donna in difficoltà È il ritratto di una persona che ha bisogno di aiuto e non in condizione di prendersi cura di una bambina, quello tracciato nell’ordinanza di custodia cautelare che ha ristretto ai domiciliari la Iannino. Il 27 gennaio 2017 la polizia giudiziaria aveva bussato nella casa di Palmi che la donna aveva condiviso per alcuni anni con suo marito Zhelyazkov Zhivko Nedev, che condivide le accuse mosse alla moglie, scoprendo la situazione di estremo degrado: «è stato possibile – si legge nella relazione redatta dalla pg dopo il sopralluogo – dopo qualche tempo, accedere all’interno dell’appartamento dove si è subito appalesata una condizione di assoluto degrado ed antigenicità». Dalla testimonianza di una persona vicina alla Iannino gli inquirenti ne traggono l’immagine di una donna che viveva un estremo disagio. «Viveva in condizione precarie e di estremo disagio – confessa il testimone agli inquirenti – La stessa Iannino gli aveva raccontato che la bambina era figlia di una donna di origini bulgare alla quale aveva corrisposto molto denaro». La Iannino non potendo più corrispondere denaro al marito per il mantenimento delle figlie in Bulgaria, era tornato in patria lasciando la bambina alla moglie.

Bambina sola in casa Prima di riuscire accedere in casa, i poliziotti avevano dovuto attendere circa 3 ore che la Iannino tornasse, scoprendo che in quel lasso di tempo la bambina sarebbe rimasta sola nell’appartamento. E in casa, poliziotti e assistente sociale si sono trovati davanti una situazione igienica critica. Dal verbale dell’assistente sociale si apprende dello stato della bambina. «A una prima valutazione le condizioni della minore sono apparse preoccupanti: la bambina, oltre che presentarsi in pessime condizioni igieniche personali, vestita con abiti sporchi e inadeguati per misura, con i capelli lunghi e arruffati (tra essi ho trovato annodati tre elastici messi in tempi diversi) presenta un’evidente immaturità espressiva-comportamentale ed un apparente sviluppo fisico rispondente ad una età inferiore ai 4 anni posseduti». La minore non sapeva bere da sola e a portale ancora il pannolino. Era legata affettivamente a un cane che stava in casa con lei. Stamattina la Iannino, assistita dagli avvocati Brunella Crucitti e Pasquale Reitano, sarà sottoposta all’interrogatoria di garanzia.