Vibo, "i giovani e la politica": incontro al Liceo Scientifico "G. Berto"
"I giovani e la politica": questo il titolo dell’ultimo incontro organizzato dal Comitato studentesco del Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia, unitamente al dirigente scolastico, la professoressa Caterina Calabrese. Attraverso la piattaforma Instagram, sul profilo dello stesso Liceo, infatti, gli studenti hanno potuto assistere a un dibattito su un tema di fondamentale importanza e di impellente pregnanza. Molteplici e diversificate le voci che hanno reso arricchente la discussione: dall’onorevole Roberto Occhiuto, deputato della Repubblica Italiana, a don Ennio Stamile, referente regionale Libera; passando anche per l’avvocato Domenico Sorace, il dottor Antonio Cirillo, vice-presidente della Bc del Vibonese, e il dottor Antonio Lo Schiavo. Quest’ultimo ha risposto alle domande di Olga Farfaglia: "La fiducia e l’insoddisfazione verso il sistema della politica e dei partiti ha radici lontane – ha affermato Antonio Lo Schiavo – ma in questo momento è inevitabile che il futuro debba partire dai giovani e dalle persone".
Convinto, peraltro, che la scuola rappresenta il luogo di formazione della personalità e nel quale è importante investire perché la democrazia possa vivere e mantenersi. Giuseppe Foti ha poi chiesto a don Ennio Stamile quali possono essere i punti di forza dello Stato democratico italiano. Ha fatto appello alla “sfida educativa” il referente regionale Libera, denotando un forte bisogno di “discernimento” anche in tempi di crisi politica. La politica, "più alta ed esigente forma di carità" secondo Paolo VI, necessita di testimoni capaci di risanare il fenomeno corruttivo. La salvaguardia della deomcrazia, allora, è la libertà, la custodia della dignità umana pur nella diversità delle componenti civili dello Stato. La democrazia è un bene da custodire attraverso un impegno costante che si traduce in partecipazione attiva.
Il rappresentante Giuseppe Contartese poi ha dialogato con l’onorevole Roberto Occhiuto, il quale ha rivelato come molti modelli della sua ispirazione politica provengano dalla tradizione dei cattolici. Ha fatto quindi notare: "Non tutte le istituzioni hanno una certa sensibilità politica", volendo esprimere con forza che "la politica è un’attività umana; è il modo in cui si svolge quell’attività a renderla positiva per se stessi e per gli altri". Da qui la sua esortazione ai giovani a prendere parte al dibattito politico, bisognoso dell’energia e delle idee proprie dei giovani; alla base, precisa, deve esserci la vocazione ad essere buoni cittadini per vivere pienamente i propri diritti, specialmente quello di votare. Il governo nazionale, allora, afferma Roberto Occhiuto, ha il dovere, al contempo, di investire sul miglioramento della macchina politica al fine di assicurare un futuro prospero per i giovani.
L’avvocato Domenico Sorace, soffermatosi sulla partecipazione delle donne all’attività politica, ha riflettuto sul ruolo del femminile nelle società costituite. Ha infatti analizzato il rapporto dialettico tra diritti individuali e diritti globali, per mettere in evidenza che in una società declinata al maschile, è necessario il forte intervento femminile per la costituzione di un tessuto sociale migliore, che intervenga sul linguaggio, sulle norme e sui costumi.
Infine il dottor Antonio Cirillo, vice-presidente della Bcc Vibonese, ha risposto alla provocante domanda di Ivan Malvaso sull’economia della politica attuale: "Se la politica è fatta solo per le grandi imprese – ha risposto il Dott. Cirillo – la Calabria stessa ne esce penalizzata: anche la scuola, allora, deve preparare ad un impegno più convinto e convincente con la forza di compiere scelte forti".
Una pregevole occasione per gli studenti del Liceo “G. Berto” e per tutti i giovani: poter dialogare con nomi importanti della politica nazionale e locale, con esperti del settore, ha certamente arricchito i convenuti. Il merito alla scuola, generalmente intesa, che, come affermato dalla dirigente Caterina Calabrese, "è il luogo deputato della politica, non necessariamente legata ad un partito e che la rende una pratica 'settaria', ma di una politica 'nobilissima', che diventa bellezza, decoro, impegno costante sul territorio in termini di responsabilità. È necessario un cambio di rotta per ridare fiducia ai giovani, per far capire loro che la politica non è il luogo del malaffare, ma la dimensione ideale nella quale l’uomo ritrova se stesso come cittadino al servizio della civitas". Manifestando infine tutta la sua soddisfazione per il ciclo di incontri organizzato dal Comitato studentesco e per il lodevole attivismo mostrato dagli alunni del liceo vibonese.
