Oggi a Girifalco si è rinnovato il ricordo dei Carabinieri caduti sull’altopiano di Monte Covello, dove 48 anni fa un tragico incidente aereo strappò la vita a sei militari e due ufficiali dell’Arma. Tra le vittime il Generale di Corpo d’Armata Enrico Mino, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Colonnello Francesco Friscia, Comandante della Legione Carabinieri di Catanzaro, il Tenente Colonnello Luigi Vilardo, Aiutante di Campo del Generale Mino, il Tenente Colonnello Francesco Sirimarco, Comandante del Centro Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare, il Tenente Francesco Cerasoli, pilota della Base Elicotteri di Vibo Valentia, e il Brigadiere Costantino Di Fede, del Centro Elicotteri di Pratica di Mare.

La commemorazione è iniziata nella chiesa di San Rocco, con la celebrazione della messa officiata dai parroci Don Antonio De Gori e Don Paolo Calabretta, insieme al Cappellano Militare della Legione Carabinieri “Calabria”, Don Vincenzo Ruggiero. Presenti alla cerimonia il Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi, e il Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Brigata Riccardo Sciuto, insieme a una folta rappresentanza dell’Arma di Catanzaro e di Vibo Valentia.

Erano inoltre presenti i Sindaci di Girifalco e Amaroni, i familiari dei caduti, rappresentanti delle Associazioni Militari e Sindacali, i Carabinieri Forestali, l’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia e le associazioni nazionali dell’Arma e dei Forestali. Il Generale Sciuto ha ricordato il profondo legame tra l’Arma e la comunità girifalcese, evidenziando il valore del sacrificio dei militari caduti durante un’operazione di sorveglianza in territori segnati dalla presenza della ‘ndrangheta.

La cerimonia è poi proseguita a Monte Covello con gli onori ai Caduti e la deposizione di due corone d’alloro presso il Monumento eretto sul luogo dell’incidente.

Quel 31 ottobre 1977, poco dopo le 15:00, l’elicottero AB 205 su cui viaggiavano il Generale Mino e i suoi collaboratori perse improvvisamente il contatto radio. Il velivolo, impegnato in un sopralluogo sui territori di Rosarno, Taurianova e Reggio Calabria per monitorare le attività criminali della ‘ndrangheta, precipitò nella nebbia alle pendici del versante est di Monte Covello, in località Rimitello. Tra i caduti, il Tenente Francesco Cerasoli proveniva dalla Base Elicotteri di Vibo Valentia, testimoniando anche il ruolo strategico della città calabrese nelle operazioni dell’Arma. Non ci furono superstiti, e solo a tarda sera furono rinvenuti i resti del mezzo.

La memoria dei Caduti continua a vivere nella comunità e nell’Arma, a testimonianza del coraggio e dell’impegno di chi, ogni giorno, opera al servizio dello Stato.