Depositi costieri, assemblea pubblica sui Piani di emergenza: è tempo di sicurezza
L'incontro promosso dalla Prefettura nell'auditorium della Chiesa dove sono stati illustrati i Piani alla comunità: cittadini perplessi sulle vie di fuga e i sistemi di allerta
Riflettori sui depositi costieri a Vibo Marina dove ieri è stato presentato il Piano di emergenza nel corso dell’assemblea pubblica indetta dalla Prefettura. Esperti, tecnici, amministratori a confronto con la comunità nell’auditorium della chiesa di Vibo Marina, dunque, per dare tutte le informazioni sui rischi e sui comportamenti da adottare in caso di incidenti.
L’assemblea. Prosegue l’iter per i Piani di emergenza – iniziato con la predisposizione degli schemi che dalla Prefettura in collaborazione con il comando provinciale dei Vigili del fuoco e passato al Comune per la fase delle osservazioni in attesa dell’approvazione - e la parola d’ordine, come ha sottolineato il prefetto Guido Longo, è “sicurezza”. Senza creare allarmismi, l’obiettivo è mettere in campo tutti gli strumenti per sapere quali comportamenti e quali misure adottare nell’area in cui sorgono i due depositi di idrocarburi. A rassicurare tutti, lo stesso Prefetto che ha introdotto i lavori dell’assemblea: “L’obiettivo – ha spiegato Longo – non è creare allarmismi ma solo quello di rispettare la legge del 25 febbraio 2005, così come di disciplinare le emergenze e istruire la collettività”. A fare il punto, dopo l’introduzione del capo di gabinetto della Prefettura Roberto Micucci, quindi, è stato il comandante provinciale dei Vigili del fuoco, Salvatore Tafaro, che è entrato nel merito dei due piani di emergenza: uno relativo allo stabilimento della Meridionale Petroli sito nella zona portuale, il secondo all’impianto dell’Eni che si trova su viale dell’Industria. “Le valutazioni che ne vengono fuori – ha spiegato Tafaro – sono molto conservative perché sono stati presi in considerazione effetti incidentali di gran lunga superiori a quelli che potrebbero accadere e che prevedono l’evacuazione dell’area più vicina ai depositi costieri”.
Le informazioni. Fatto il punto sui diversi gradi di pericolosità e le precauzioni da prendere, è stata analizzata anche la situazione della viabilità e su questo i cittadini hanno chiesto spiegazioni. In tal senso, è sulle vie di fuga che è stata aperta una parentesi, - previste vie di fuga sia lato viale dell’Industria che da Pizzo – e da qui le perplessità dei cittadini, considerato che è stato fatto notare “poche sono le strade percorribili” e molti degli “ingressi risultano stretti, chiusi o inadeguati”. Su questo, Tafaro si è soffermato spiegando che mentre per i depositi Eni c’è il vantaggio della presenza di due strade, nel caso degli impianti della Meridionale Petroli la via di fuga è solo una. In ogni caso, è stato annunciato che saranno effettuate delle esercitazioni. “Verranno organizzate delle esercitazioni – ha spiegato il prefetto Longo – . Ognuno dovrà fare il proprio dovere a cominciare dalle istituzioni, per finire alla popolazione” mentre per quanto riguarda i sistemi di allerta, il sindaco Elio Costa, presente all’assemblea con il vice sindaco Bellantoni e l’assessore Lombardo, ha fatto sapere che “i gestori predisporranno sistemi di allarme costituiti da sirene. Una di pre-allarme udibile a 400 metri e l’altra di allarme udibile ad oltre 400 metri. Cessato l’allarme si attiverà invece un’altra sirena”.
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