Minacce di morte a un Carabiniere, 56enne di Nicotera prosciolto da tutte le accuse
Non luogo a procedere. Il gup distrettuale di Catanzaro Pietro Carè ha rigettato la richiesta di rinvio giudizio formulata dal sostituto procuratore della Dda Annamaria Frustaci nei confronti di Roberto Piccolo, 56 anni, pluripregiudicato di Nicotera, accusato di minaccia aggravata dalle modalità mafiose.
Il 56enne era accusa di aver minacciato, insieme al figlio minorenne, un Carabinieri che all'epoca dei fatti ricopriva l'incarico di comandante della Stazione di Nicotera. In particolare Piccolo nel corso di un colloquio in carcere con il figlio avrebbe dato l'ordine di scrivere una lettera di minacce da inviare al militare dell'Arma. Cosa che è effettivamente avvenuta nel maggio del 2012 quando il sottufficiale ricevette una lettera dal chiaro contenuto intimidatorio: “Cornutu, u sai ca puzzi i mortu? Ti fazzu fari a stessa fini di stu bastardu, contaci…”. L'avvocato Giuseppe Di Renzo, difensore di Roberto Piccolo, ha però smontato le accuse dimostrando che la lettera al centro delle indagini è antecedente al colloquio che padre e figlio hanno avuto nel carcere di Cosenza dove il 56enne era all'epoca detenuto. Così, accogliendo le argomentazioni della difesa, il gup ha optato per il proscioglimento di Roberto Piccolo che resta in carcere perché detenuto per altra causa.
