Il gip del Tribunale di Vibo scarcera il figlio del boss delle Preserre (NOME)
Salvatore Nazareno Emanuele, 20 anni, di Ariola di Gerocarne, lascia gli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico e passa all’obbligo di dimora nel proprio comune di residenza. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, accogliendo l’istanza presentata dagli avvocati Giuseppe Orecchio e Vincenzo Cicino, che hanno fondato la richiesta sull’attenuazione delle esigenze cautelari.
Sebbene resti impregiudicato il quadro indiziario alla base della misura cautelare originaria, il gip ha ritenuto che il comportamento dell’imputato dopo l'applicazione della misura – ritenuto rispettoso e non problematico – consenta ora un alleggerimento delle restrizioni, in linea con i criteri di proporzionalità e adeguatezza.
Salvatore Nazareno Emanuele, figlio del presunto boss Gaetano Emanuele, è stato condannato il 15 maggio scorso a 3 anni e 8 mesi di reclusione, oltre a 2.650 euro di multa, al termine di un processo con rito abbreviato che gli ha garantito lo sconto di un terzo della pena.
La condanna è legata a una sparatoria avvenuta la sera di Natale del 2023 a Sorianello, in cui fu ferito Jeremias Lovrovich, cittadino argentino, colpito al polpaccio da un colpo d’arma da fuoco mentre si trovava nella sua abitazione. Secondo la ricostruzione accusatoria, Michele Idà sarebbe entrato nella casa della vittima brandendo un’ascia, mentre Emanuele avrebbe esploso tre colpi di pistola dalla pubblica via contro l’abitazione durante la fuga, e un ulteriore colpo sarebbe stato esploso una volta raggiunta la camera da letto di Lovrovich.
