Beni confiscati, uno stumento per togliere potere alla criminalità (VIDEO)
In tanti si chiedono cosa succede ai beni che lo stato confisca ai mafiosi dopo che questi sono stati arrestati, ebbene esiste l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata che opera in Italia e ha 5 sedi di cui una a Reggio Calabria, il cui scopo è quello di gestire questi beni sino al maturare delle condizioni che li rendono effettivamente destinabili e quindi alla loro materiale consegna a chi ne ha diritto.
Possono essere beni mobili, immobili e anche aziende, anche se purtroppo queste ultime spesso sono della scatole vuote, che servono ad evidenziare lo status del delinquente per questo toglierli dalle sue disponibilità è fondamentale.
Di rigenerazione di beni confiscati se ne è parlato durante un incontro organizzato in collaborazione con l’Università della Calabria al quale oltre al prefetto Bruno Corda, direttore generale dell’Agenzia nazionale beni confiscati, hanno preso parte amministratori, forze dell’ordine, esponenti della società civile e le cui conclusioni sono state affidate al sottosegretario del Ministero degli interni, Wanda Ferro, che detiene la delega proprio ai beni confiscati.
