Catturato "Fuminho", il narcos brasiliano che trattava con la 'ndrangheta
Era ricercato da 21 anni ed è stato catturato in Mozambico. E' finita in Africa la lunga latitanza di Gilberto Aparecido dos Santos, conosciuto come "Fuminho", ritenuto uno dei più importanti narcotrafficanti internazionali, presunto boss del cartello brasiliano Pcc (Primero Comando da Capital) di San Paolo. Gilberto Aparecido dos Santos è stato arrestato in un’operazione internazionale a Maputo, capitale dello Stato africano. A tradirlo una ferita al piede per la quale si era recato in una clinica della città.
Il "re dei confini". L’uomo di 49 anni è stato arrestato lunedì al termine di un'operazione condotta dall’Interpol, dai funzionari delle droghe statunitensi e dalla polizia federale brasiliana. E' accusato di aver spedito tonnellate di cocaina in tutto il mondo. Conosciuto come il "re dei confini" per la sua capacità di far passare ingenti quantitativi di droga tra le frontiere di Bolivia, Paraguay e Brasile, era evaso dal carcere nel 1999 e da allora, girando il mondo, avrebbe fatto grandi affari con la 'ndrangheta, soprattutto nel biennio compreso tra il 2016 ed il 2017. Una parabola criminale che si è interrotta - come riporta il sito Uol - dopo la cattura di Andrè de Oliveria Macedo, detto Andrè do Rop, considerato il ponte diretto tra Fuminho e la 'ndrangheta. Sarebbe stato lui a trattare con gli emissari dei clan calabresi presenti sul territorio. Nel luglio del 2019 a Santos furono arrestati Nicola e Patrick Assisi.
La cattura. Fuminho è stato invece catturato lunedì di Pasquetta a Montebelo Indy, un hotel di lusso a Maputo, insieme a due nigeriani. Era arrivato nel paese dell’Africa meridionale a metà marzo. La polizia ha sequestrato un falso passaporto brasiliano, una quantità di cannabis, oltre una dozzina di telefoni cellulari e un’auto durante l’operazione.
