Al vaglio degli inquirenti anche due telecamere che potrebbero aver ripreso il passaggio dell'auto di Maria Chindamo: una a Laureana, l'altra nelle campagne di Limbadi

Sono al vaglio degli inquirenti, coordinati dalla Procura di Vibo Valentia, gli spostamenti di diverse persone, residenti a Laureana di Borrello, Rosarno e Limbadi, che potrebbero aver avuto un ruolo nella scomparsa di Maria Chindamo, prelevata con la forza il 6 giugno scorso dinanzi al cancello di ingresso della sua tenuta agricola di Limbadi. In particolare, gli investigatori, coordinati dal pm Concettina Iannazzo della Procura di Vibo, magistrato titolare del caso, sono alle prese in questi giorni con l'analisi di diversi tabulati telefonici e, soprattutto, delle celle di aggancio telefoniche dei cellulari. Attraverso tale analisi e comparazione, gli inquirenti sperano di ricostruire gli spostamenti di alcune persone sospettate di aver avuto un ruolo nella scomparsa della commercialista 44enne di Laureana di Borrello.

Maria Chindamo, la donna scomparsa

Ma non è questa la sola "novità" del caso. Al vaglio degli investigatori vi è anche la carcassa di una Fiat Punto ritrovata completamente carbonizzata nei pressi di un corso d'acqua ricadente nel comune di Serrata. L'auto è risultata rubata e si cerca di capire se tale auto sia stata vista circolare nei pressi dell'azienda agricola di Limbadi nel giorno della scomparsa di Maria Chindamo o nei giorni precedenti. In tal senso si è mossa anche la redazione di "Chi l'ha visto" nella speranza che qualcuno possa fornire qualche indicazione utile agli inquirenti sull'auto ritrovata bruciata.

Altri elementi che vengono valutati con attenzione in questi giorni dagli investigatori sono due telecamere che potrebbero aver ripreso qualcosa di importante per la ricostruzione della scomparsa di Maria Chindamo. La prima telecamera è quella dell'impianto di videosorveglianza di un distributore di benzina di Laureana di Borrello che potrebbe aver ripreso il passaggio della Dacia Duster di Maria Chindamo appena uscita di casa la mattina del 6 maggio scorso per recarsi a Limbadi. Un tragitto che la donna avrebbe compiuto in meno di 15 minuti. Le immagini potrebbero rivelarsi utili per capire se qualche auto abbia seguito Maria sin da Laureana per poi aggredirla dinanzi al cancello della sua tenuta agricola di Limbadi.

Chindamo 2

Gli incroci stradali fra Limbadi e Nicotera non sono invece video-sorvegliati e questo rende più difficile il lavoro di ricostruzione degli investigatori. Appare certo, in ogni caso, che alle ore 7,26 Vincenzo Chindamo, fratello di Maria, riceve una telefonata dall'operaio con il quale la sorella aveva appuntamento in campagna, il quale lo informa del ritrovamento dell'auto della donna dinanzi al cancello con evidente tracce di sangue lungo la fiancata. L'aggressione deve quindi per forza di cose essere avvenuta in un arco temporale ricompreso in non più di dieci minuti, fra le  ore 7:05 e le 7:15 del 6 maggio scorso.

Infine, all'attenzione della Procura di Vibo vi è una telecamera installata all'interno di una villetta posta quasi dinanzi il cancello di ingresso dell'azienda agricola di Limbadi. Tale telecamera - se attiva - potrebbe aver ripreso qualcosa di importante. Ma su questo vige il più assoluto riserbo da parte degli inquirenti.

g.b.