Voragine a Vibo, Luciano a muso duro su sindaco e giunta: "Si rispetti il ruolo del Consiglio"
Finalmente riconosciuto il debito fuori bilancio, ma il capo dell'assemblea richiama il primo cittadino e l'esecutivo dopo il balletto dei giorni scorsi su una pratica delicata
Missione compiuta. Non senza fatica il sindaco ottiene dalla sua maggioranza il voto positivo al riconoscimento di un debito fuori bilancio per la realizzazione della nuova condotta all'incrocio tra via Carlo Parisi e via Milite Ignoto. Ma in aula -per una seduta urgente - non mancano le tensioni nel giorno in cui, dopo una lunga serie di rinvii, la pratica viene approvata.Il richiamo di Luciano. A cominciare dai rilievi e i richiami anche abbastanza roboanti ad Elio Costa. L'intervento introduttivo del presidente del Consiglio mette letteralmente alle corde il sindaco e la giunta. "Questa assemblea - tuona Luciano - da qui in avanti non accetterà che vengano messe in discussione le sue prorogative. Il Consiglio - ammonisce - non deve subire condizionamenti da chicchessia, tantomeno dalla Giunta. Prima di ogni altra cosa vengono l'autonomia, il ruolo e la dignità del consigliere comunale che risponde esclusivamente al popolo che lo ha eletto".
L'opposizione. Parole forti che spezzano l'equilibrio e mettono il primo cittadino letteralmente in un cantuccio, spianando la strada all'opposizione lesta a lanciare dardi infuocati all'indirizzo dell'amministrazione. Antonio Lo Schiavo parla di "un segnale chiaro, di un messaggio politico inequivocabile a Costa. Su questa pratica - precisa - è mancata la maggioranza. Il sindaco ha fatto una prova di forza e l'ha persa. E non è la prima volta che accade". Poi entra nel merito della vicenda ponendo l'indice sulla rateizzazione del pagamento. "L'art. 194 presuppone prevede questa soluzione - sottolinea - ma prevede un accordo con il creditore". Accordo che almeno per iscritto non è stato portato agli atti del Consiglio.
Giunta passacarte della burocrazia. Sulla stessa lunghezza d'onda Giovanni Russo. Il capogruppo del Partito democratico infierisce ulteriormente sulle "frizioni nella maggioranza e su una giunta che si rivela ancora una volta passacarte di quella burocrazia che Costa ha pesantemente criticato in campagna elettorale e alla quale si è invece affidato dopo la vittoria. Ancora una volta- prosegue l'esponente dem - è stato necessario che l'esecutivo facesse un passo indietro perchè la pratica non era correttamente impostata dagli uffici. A testimonianza di lacune già troppe volte evidenziate". Quindi anticipa l'uscita del Pd dall'aula al momento del voto. "Saremmo rimasti - ribadisce il portabandiera democrat - se non vi fosse stato il numero legale per evitare che i cittadini della zona interessata ai lavori subissero un danno".
La replica di Costa. Il sindaco, a dir poco turbato, prova allora a replicare alla minoranza affermando che "l'intervento di Stefano Luciano è stato strumentalizzato nella convinzione che non fosse quello il senso delle sue parole". Ma il capo dell'assise non gli dà alcun supporto lungo questa rotta, rimanendo in un significativo silenzio.
Il voto. Si arriva al momento del voto. La pratica passa con i voti della maggioranza compattamente favorevole, mentre nell'opposizione l'unico a rimanere al proprio scranno è Antonio Lo Schiavo che decide di astenersi. (t.f.)
