Asp Vibo, funzionario “spostato”. Tassone (Pd): “Giuliano chiarisca o interpelleremo Occhiuto”
"Ho appreso dalla stampa della vicenda dello spostamento di un funzionario amministrativo dal suo consueto posto di lavoro e sono rimasto sbalordito per quanto continua ad accadere nella Sanità di questo territorio”. Il dirigente regionale del Pd e già consigliere regionale Luigi Tassone, di cui è nota la sua sensibilità sui temi riguardanti il mondo del lavoro, in un percorso politico che lo vede protagonista nelle battaglie di civiltà in tutti i settori della vita politica calabrese (ultima la battaglia sul San Bruno su cui a presto mobiliterà importanti iniziative in un contesto di Sanità Provinciale e Regionale sempre più preoccupante) punta a fare luce su una questione che “merita i dovuti approfondimenti".
"Chissà quali ‘colpe’ deve espiare - si domanda Tassone - il funzionario amministrativo dell’Asp di Vibo, nonché dirigente sindacale della Cgil, destinatario di una singolare disposizione di servizio da parte del commissario Giuliano che lo ‘confina’ nel suo paese di origine, senza indicarne le ragioni né tantomeno gli obiettivi da raggiungere. Come mai - si domanda - questo provvedimento nei confronti di un funzionario di cui è nota la sua dirittura morale, il suo attaccamento al lavoro, peraltro a 3 mesi dal suo collocamento a riposo e in presenza di una drammatica precarietà di personale nella struttura aziendale che si occupa degli approvvigionamenti?
È possibile che questo commissario trovi il tempo di occuparsi impropriamente di queste vicende mentre non dà risposte alle comunità di questo territorio dove proprio in questi mesi si registra il livello massimo di degrado in tema di sanità, con l’assenza totale dei servizi territoriali e lo smantellamento del sistema ospedaliero, da Serra a Tropea a Vibo, senza eccezione alcuna?".
Tassone invita dunque Giuliano a “dire la verità su questo episodio e a scandire le ragioni di quella che sembrerebbe una punizione” ed a "evitare le chiacchiere cui ci sta abituando anche nei suoi tour durante i quali non si crea problemi a dispensare rassicurazioni". Il già consigliere regionale afferma che "nessuno deve pensare che si voglia strumentalizzare l’episodio per meri interessi di politica di parte” perché “in questo caso la politica è estranea", ma aggiunge “essa però ha un dovere assoluto: liberarsi da queste scorie e far sedere tutti uniti ad un tavolo perché si trovino soluzioni credibili per dare dignità a questo territorio e speranza ai giovani che non trovano di meglio che spostarsi altrove".
Tassone chiede a Giuliano di "pesare le scelte e intanto a liberarsi di questo ‘ingombro’ che è l’ordine di servizio perché arbitrario e illegittimo e non faccia finta di revocarlo per mero vizio di forma, magari perché inconsapevole di allontanare un dirigente sindacale. Abbia il coraggio - prosegue - di revocare i veri motivi che hanno dettato questa inspiegabile azione e se ritiene ne chieda scusa. Perché se i dubbi sollevati dalla Cgil si rilevassero fondati (“ha pagato forse per aver criticamente parlato in assemblea sindacale o per essere stato professionalmente autonomo e non aver obbedito a ordini di scuderia”) sarebbero veramente inquietanti e non consentirebbero la permanenza di un solo minuto in più del commissario a quel posto di responsabilità. Questo è quello che chiediamo a Giuliano (essere commissario di una qualsiasi istituzione non vuol dire libertà di calpestare le regole più elementari delle relazioni sindacali). Per il resto questa vicenda merita anche l’attenzione della deputazione regionale, in primis del mio partito, affinché della vicenda venga interpellato anche il commissario Occhiuto".
