"Il Signore ha prematuramente accolto nella gioia della Sua casa il nostro carissimo Raffaele Lo ricordo a scuola come un ragazzo sempre disponibile, allegro, ricco di vitalità e di valori.
Il suo amore ne sono certo continuerà oltre la morte nei nostri ricordi e nei ricordi di chi l'ha conosciuto. La morte non scioglie i vicoli d'amore perché questi sono eterni, da oggi in poi Raffaele vivrà per sempre e sarà più intimamente presente a quanti ha amato e l'hanno amato. Se il passaggio è doloroso, disagevole, è altrettanto vero che l'approdo è un luogo di luce e di pace.
Sono sicuro che Dio partecipa oggi al dolore della famiglia di Raffaele cosi come Gesù è stato preso da compassione davanti alla vedova di Nain, che conduceva alla sepoltura il suo unico figlio.
Egli conosce bene lo strazio dei genitori che hanno accompagnato il loro figlio nel suo doloroso Calvario. Ed è proprio a loro che vengono rivolte le stesse parole pronunciate quel giorno verso la donna che si considerava ormai priva di ogni affetto e di ogni sostegno: «Non piangere». Non piangete perché ora egli è entrato in un'altra vita: Ii la sofferenza è la morte non possono più nulla contro di lui. Non piangete perché, dopo aver attraversato il passaggio doloroso, ora egli può finalmente partecipare della pace di Dio.
Le sue membra stanche, provate dalla sofferenza, vengono trasfigurate dal suo Amore. E a lui, prostrato a terra, viene detto: «Ragazzo, alzati é giunta per te l'ora della risurrezione!».
Ti pensiamo nelle sue braccia, nel suo Cuore infinito senza più dolore.
Ti preghiamo asciuga le lacrime di Tua Madre infondi speranza alla tua famiglia.
Dal Cielo continua a far credere non soltanto nel Paradiso promesso ai buoni come te, ma alla bellezza della Vita, di una vita vissuta anche se vissuta in breve tempo". Così Raffaele Cuppari, docente dell'Istituto Alberghiero che la vittima ha frequentato, ha ricordato l'ex allievo.