L'ultimo straziante addio: lacrime e rabbia ai funerali della giovane mamma
Una folla commossa ha riempito la Chiesa per le esequie della 37enne morta dopo le dimissioni dal Pronto Soccorso. Il marito: «Vogliamo la verità»
Un silenzio irreale, rotto solo dai singhiozzi e dal rintocco delle campane, ha accompagnato ieri pomeriggio l'ultimo viaggio di Laura Berlingieri. Nella Chiesa di San Giovanni Calabria, la comunità si è stretta in un abbraccio collettivo attorno al marito Antonio e ai familiari, devastati da una perdita tanto improvvisa quanto inaccettabile. La bara, coperta di fiori bianchi, è stata accolta da centinaia di persone che non hanno voluto far mancare la propria presenza in un momento di così profonda disperazione.
Laura, 37 anni, è morta nella notte tra il 29 e il 30 dicembre, dopo essere stata dimessa dall'ospedale con una diagnosi di "dolore toracico non specificato". Il dolore dei presenti era lo specchio di una città ferita, che si interroga su come sia possibile morire così giovani dopo aver cercato aiuto in una struttura sanitaria.
Mentre i palloncini bianchi volavano in cielo all'uscita del feretro, la battaglia per la verità non si ferma. L'avvocato Gianluca De Vito, legale del marito, ha ribadito la fermezza della famiglia nel portare avanti la denuncia per omicidio colposo. Secondo la difesa, un elettrocardiogramma avrebbe mostrato anomalie che i medici avrebbero trascurato, rispedendo la donna a casa poche ore prima del decesso.
Al termine della funzione, il lungo applauso che ha salutato il feretro è stato un grido silenzioso di solidarietà. Antonio Bevilacqua, il marito, è rimasto a lungo accanto alla foto della moglie, sorretto dall'affetto di una comunità che ora attende, insieme a lui, che la giustizia faccia il suo corso. Laura lascia un vuoto immenso, ma anche una promessa solenne da parte di chi l'ha amata: quella di non darsi pace finché non sarà fatta piena luce su ogni singola responsabilità.
