"Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste o per non averlo commesso". E' la richiesta avanzata dall'avvocato Antonio Mazzone al gup del Tribunale di Locri Amelia Monteleone nel corso dell'udienza preliminare del processo "Xenia" che vede tra i 27 indagati il sindaco (sospeso) di Riace Domenico Lucano.

Nel corso dell'udienza l'avvocato Mazzone e l'altro difensore di Lucano, Andrea Daqua, hanno anche chiesto l'inutizzabilità della consulenza presentata dal pubblico ministero in relazione all'accertamento dell'ingiusto profitto (circa 5 milioni di euro) conseguito, secondo l'accusa, nella gestione dell'accoglienza dei rifugiati nell'ambito dei progetti Sprar, Cas e Msna e per l'affidamento dei servizi da esplicare nell'ambito del Comune di Riace. Richiesta che il gup Monteleone ha rigettato. La conclusione dell'udienza preliminare è prevista per giovedì e il giudice dovrà decidere se rinviare a giudizio (come chiede l'accusa) o prosciogliere dalle accuse Lucano.