Ragazzo travolto binari
Ragazzo travolto binari

Non sarebbe stato né un gesto volontario né un’aggressione a causare la morte dell’uomo travolto da un treno merci nella stazione ferroviaria di Ferrara nella notte tra il 9 e il 10 luglio. È quanto emerge dai primi accertamenti della Polizia ferroviaria, supportati dall’analisi delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza.

Secondo la ricostruzione investigativa, la vittima, la cui identità non è stata ancora accertata, si sarebbe mossa lungo la banchina con un’andatura incerta. A un certo punto avrebbe urtato un treno in partenza, perdendo l’equilibrio e cadendo sui binari. L’uomo avrebbe tentato di rialzarsi e, secondo quanto emerso, anche di chiedere aiuto, ma si trovava in una zona distante dai punti di accesso dei passeggeri e nessuno si sarebbe accorto della sua presenza.

Poco dopo, sullo stesso binario, è transitato un treno merci. Il macchinista non avrebbe avuto il tempo materiale per avvistare la persona a terra ed evitare l’impatto. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Gli investigatori escludono, allo stato, il coinvolgimento di altre persone e ritengono non vi siano elementi che facciano pensare a un suicidio o a un omicidio. Restano invece da chiarire le condizioni psicofisiche della vittima al momento della caduta.

Le indagini proseguono anche per risalire all’identità dell’uomo. Sul corpo non sarebbero stati trovati documenti utili al riconoscimento e, al momento, non risultano denunce di scomparsa riconducibili al caso.