L'attuale capo osservatori dell'Inter, la cui carriera dirigenziale è partita dalla Promozione calabrese, è in lizza per il ruolo di nuovo direttore sportivo rossonero

Il nuovo direttore sportivo del Milan potrebbe parlare calabrese. In lizza c'è infatti anche il cosentino Massimo Mirabelli, nato a Rende nel 1969, attuale capo degli osservatori dell'Inter e braccio destro di un altro calabrese doc, Pietro Ausilio. Il suo contratto sull'altra sponda di Milano è prossimo alla scadenza ed il Milan versione cinese sta pensando anche a lui per costruire la fase post-Berlusconi.

Dal San Calogero all'Inter. Massimo Mirabelli ha un curriculum di successo alle spalle. Da calciatore gioca Comiso, Partinico, Trani, Nicastro, Altamura, Rossano, Castrovillari e Crotone. Vince campionati attaccando le scarpe al chiodo prestissimo, ad appena 26 anni. Decide di intraprendere la carriera dirigenziale e riparte da un piccolo paesino del Vibonese, San Calogero. E' qui che allestisce la sua prima squadra, in Promozione. Subito un trionfo al primo tentativo, a suon di record e di vittorie. Le sue qualità non passano inosservate e l'anno dopo è in Eccellenza, a Rende. Altro campionato, altra promozione. E' il bis che nessuno si aspetta. Poi va ad Acri e fa tris, quindi si trasferisce a Rossano e vince ancora. Poker. Un successo dopo l'altro e non è finita perché da qui in poi inizia la vera scalata di Massimo Mirabelli. Torna a Rende in Eccellenza e trascina i biancorossi fino alla Serie C2 vincendo due campionati di fila e arrivando nel 2005-2006 alla finale playoff per la C1 persa contro il Taranto. Si aprono le porte del San Vito ed ecco il Cosenza: dalla Serie D alla Serie C1 in due anni. Altra impresa, altri trionfi prima di un doloroso divorzio.

Il grande salto. Il nome di Mirabelli è ormai una garanzia di successo e la sua fama diventa nazionale oltrepassando i confini calabresi. Inizia a collaborare con la Ternana, si trasferisce quindi in Inghilterra con il Sunderland e torna in Italia per affiancare l'altro cosentino, Pietro Ausilio, all'Inter, prima come semplice osservatore e poi come capo dell'intero settore. E' lui a caldeggiare gli acquisti di Peresic, Murillo e Gabigol ed è lui a consigliare l'affondo su Berardi, un talento che aveva già adocchiato ai tempi del Cosenza. Nel suo futuro potrebbe ora esserci un ruolo di primo piano al Milan. La favola Mirabelli continua.