Marco Martino
Marco Martino

Un attacco frontale, durissimo, che fotografa una sanità territoriale sempre più scollegata dalla realtà geografica e sociale della provincia. Il sindaco di Capistrano, Marco Pio Martino, solleva un polverone sulla recente rimodulazione degli orari delle Guardie Mediche decisa dai vertici dell’ASP di Vibo Valentia, definendo l’operazione come un mix di «follia pura» e «codardia istituzionale».

Secondo il primo cittadino, la decisione sarebbe arrivata come un colpo di coda della precedente gestione, emanata proprio a ridosso dell'avvicendamento dei vertici aziendali. Un paradosso, sottolinea Martino, se si considera che l'Azienda è stata guidata per 18 mesi da una terna commissariale senza che si giungesse a una soluzione condivisa con i territori. «Non è possibile prendere decisioni che riguardano le comunità senza i rappresentanti democraticamente eletti – tuona Martino –. È uno schiaffo alla dignità di territori che già soffrono la piaga dello spopolamento».

Il punto più critico della denuncia riguarda l'apparente ignoranza, da parte dei dirigenti sanitari, delle reali condizioni dei collegamenti stradali nelle Preserre. L'accorpamento o la rimodulazione dei turni tra i presidi di Capistrano e San Nicola da Crissa ignorerebbe totalmente il disastro della viabilità provinciale degli ultimi mesi. Quello che sulla carta appare come un breve tragitto, nella realtà richiede circa 30 minuti. Percorsi ridotti a «mulattiere» tra fango, detriti e smottamenti che isolano le due comunità. Il rischio è che il diritto alla salute diventi un miraggio per chi deve affrontare strade pericolose per raggiungere l'assistenza medica.

Martino non usa giri di parole per descrivere il modello gestionale applicato: «Accorpamenti fatti a casaccio, turnazioni di orari gestite come se si trattasse di un negozio di generi alimentari». La critica è rivolta a una burocrazia che, secondo il sindaco, non legge nemmeno le cronache locali che da settimane riportano il crollo della rete stradale provinciale.

L'Amministrazione Comunale di Capistrano non intende restare a guardare il «modello errato» che sta devastando la sanità locale. L’obiettivo è la tutela del diritto alla salute con ogni mezzo necessario.

La parola passerà ai giudici amministrativi per chiedere l’annullamento di un atto definito «scellerato e distruttivo». «Non saremo spettatori di questa sciagura – conclude Martino –. Tuteleremo la cittadinanza in ogni sede, affinché la gestione sanitaria torni sui binari del buonsenso e della conoscenza reale del territorio».