‘Ndrangheta, la Corte d'Appello di Catanzaro dice no alla confisca del Crotone
Rigettata la richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Salvo il patrimonio milionario dei fratelli Raffaele e Gianni Vrenna
No alla confisca. I fratelli Raffaele e Gianni Vrenna possono tirare un sospiro di sollievo. E con loro anche i tifosi del Crotone. La Corte d'Appello di Catanzaro ha rigettato la richiesta della Direzione distrettuale antimafia. La prima conseguenza di questa decisione è che il Crotone, così come gli altri beni di proprietà del gruppo imprenditoriale dei fratelli Raffaele e Gianni Vrenna, di circa 800 milioni di euro, non verranno confiscati.
Patrimonio da 800 milioni di euro. La Corte ha quindi confermato il decreto del Tribunale di Crotone che, lo scorso gennaio, aveva rigettato la richiesta avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia di avviare le misure di prevenzione nei confronti dei fratelli Vrenna e di confiscare tutte le aziende e le disponibilità finanziare. La richiesta si basava sul presupposto che il gruppo fosse vicino alle cosche del Crotonese, in base alle dichiarazioni fornite da diversi collaboratori di giustizia, per i quali i Vrenna avrebbero pagato i clan per avere un’assicurazione da attentati e danneggiamenti.
Accolta la tesi difensiva. In 45 pagine, la Corte d'Appello conferma quindi la motivazione del Tribunale di Crotone, accogliendo le tesi dei due avvocati del gruppo che avrebbero dimostrato la completa estraneità dei fratelli Vrenna e delle società dai gruppi mafiosi del territorio.
