Otto condanne al termine del processo con rito abbreviato scaturito dall'operazione "Ndrangheta banking" scattata nel giugno 2014 con l'arresto di 17 persone e la scoperta di un sistema creditizio "parallelo" gestito dai clan di Reggio Calabria e Rosarno.

Vincenzo Pesce

Il gup del Tribunale di Reggio Calabria, al termine del processo con rito abbreviato, ha condannato:  Carlo Avallone ( cl. '55), residente a Gerenzano (Varese) a 6 anni e 4 mesi; Francesco Buda ( cl. '73), di Villa San Giovanni, 11 anni; Giuseppe Codispoti ( cl.'65), residente a Rho (Mi) a 11 anni; Antonino Cotroneo (cl. '43), di Reggio Calabria a 8 anni; Gianluca Favara (cl. '67), di Rosarno, a 17 anni e 4 mesi; Francesco Foti (cl. '58), di Reggio Calabria a 9 anni; Danilo Fortunato Paonessa (cl. '74), residente a Milano, a 12 anni e 4 mesi; Vincenzo Pesce (cl. '52), di Rosarno a 4 anni. Secondo il pm della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, a gestire materialmente il credito ad usura sarebbe stato Favara, imprenditore nel settore della distribuzione per alberghi e titolare di una lavanderia. Favara, secondo l'accusa, grazie ad i suoi contatti con settori dell'imprenditoria sarebbe riuscito ad individuare alcuni operatori economici a cui prestare soldi ad usura. Le vittime che non riuscivano a saldare i debiti, oltre ad essere aggredite,  sarebbero state intimidite per consegnare agli usurai automobili e immobili. 

Carlo Avallone

Gianluca Favara

Francesco Buda

Antonino CotroneoFrancesco FotiDanilo Paonessa