Migranti, la comunità di Sant'Egidio "on the road" fa tappa a Pizzo
Ieri l'incontro sui "corridoi umanitari per i profughi", iniziativa ecumenica riconosciuta dal pontefice
Continuano gli sbarchi "della speranza", tra sogni infranti e l'incognita per il futuro. In questa ottica la comunità di Sant'Egidio on the road fa tappa anche a Pizzo, per illustrare il progetto "strade di pace - strade di speranza". Il referente per la Calabria, Alessandro Moscetta, ed il sacerdote don Salvatore Santaguida ieri hanno infatti presieduto l'incontro sui "corridoi umanitari per i profughi", iniziativa ecumenica riconosciuta dal pontefice.
La mission. "Come comunità di Sant'Egidio - ha evidenziato Moscetta - ci siamo mossi con valdesi ed evangelisti, nonché col ministero dell'Interno e degli Esteri: tramite l'ambasciata italiana, si può chiedere asilo politico non in modo clandestino rischiando la vita. Oggi, in questo progetto sono rientrate 250 persone, un piccolo contributo che senza proporzioni, dà comunque tanta speranza, senza compromettere la vita". Non è mancato un cenno alla Turchia ed alla minaccia di veder togliere i diritti umani. "Dobbiamo essere consapevoli che la vita di chi ci circonda deve interessarci. Il terrorismo ci insegna che l'indifferenza torna indietro. La rabbia diventa odio e non possiamo essere egoisti. Interessiamoci senza demandare agli altri: rischiamo tutti di renderci complici del male; aiutare non costa tanto, solo la fatica e l'impegno di fermarsi e prendersi cura degli altri".
La comunità. Positiva la risposta della comunità napitina, sempre più aperta agli incontri coi ragazzi del Sant'Egidio on the road. Da 3 anni si vanno alternando vari incontri, grazie alla presenza di don Salvatore. "Se don Salvatore - ha rimarcato Moscetta - non viene da noi, noi andiamo da lui". Il sacerdote, infatti, ha avuto ed ha un ruolo focale nella comunità ed è l'anello di congiunzione tra la comunità di Sant'Egidio e quella napitina. Il suo intervento, inoltre, è stato circoscritto alle diverse espressioni di povertà, invitando i fedeli a non ignorarle e a tendere sempre una mano al prossimo. Collaterale all'incontro la proiezione di un video rappresentativo del progetto e le testimonianze di Debora e Caterina, che giunte dalla Capitale hanno apprezzato il grande spirito di accoglienza quale prerogativa ed appannaggio dei calabresi. A concludere l'evento, l'elevazione della preghiera per la pace.



