La rappresentante della pubblica accusa ha iniziato a delineare al Tribunale le "figure" di alcuni imputati per i quali ha chiesto l'affermazione della penale responsabilità

E' iniziata oggi dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Vincenza Papagno, a latere i giudici Pia Sordetti e Giovanna Taricco) la requisitoria del pm Marisa Manzini nel processo contro il clan Mancuso nato dall'operazione antimafia denominata “Black money”, scattata nel 2013. Il pubblico ministero, attuale procuratore aggiunto di Cosenza ma applicata per questo processo alla Dda di Catanzaro, dopo aver tratteggiato la genesi della cosca Mancuso, la cui esistenza è stata già riconosciuta da altre sentenze definitive, si è soffermata sull'operatività del clan e sulle condotte delittuose. Gli imputati in totale sono 21 ed a vario titolo vengono contestati i reati di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, usura, danneggiamenti, estorsione e detenzione illegale di armi. In particolare, oggi il pm ha chiesto l'affermazione della penale responsabilità degli imputati Giovanni Mancuso, Gaetano Muscia, Damian Fialek e dell'imprenditore, attivo nel ramo della siderurgia, Antonino Castagna. Le richieste di pena verranno formulate nell'udienza di venerdì 30 dicembre. Domani si proseguirà invece con le posizioni di Antonio Mancuso a Giuseppe Mancuso, sino a tutti gli altri imputati. La posizione di Antonio Velardo verrà invece trattata il 29 dicembre. Il pm Manzini si è soffermata oggi su alcuni episodi di usura contestati a Giovanni Mancuso in concorso con Gaetano Muscia e Damian Fialek, mentre altro imputato - Giovanni D'Aloi - è stato già giudicato e condannato con il rito abbreviato. Venerdì scorso la Cassazione ha rigettato la richiesta di rimessione del processo presentata dai difensori di quasi tutti gli imputati, ad eccezione dell'avvocato Francesco Stilo che assiste Antonio Mancuso (LEGGI QUI: ‘Ndrangheta: “Black money”, Cassazione rigetta istanza di rimessione del processo

Antonio Mancuso

Giovanni Mancuso

Gli imputati sono: Giovanni Mancuso (cl. ’40), Antonio Mancuso (cl. ’38), Giuseppe Mancuso (cl. ’77, figlio del defunto boss Pantaleone Mancuso, detto “Vetrinetta”), Damian Fialek, Antonino Castagna, Agostino Papaianni, Leonardo Cuppari, Antonio Prestia, Gaetano Muscia, Pantaleone Mancuso (detto “Scarpuni”), Nicola Castagna, Filippo Mondella, Antonio Velardo (latitante), Raffaele Corigliano, Carmela Lopreste, Giuseppe Papaianni, Francesco Buccafusca, Pantaleone Zoccali, Carmina Mazzitelli, Ottorino Ciccarelli, Alberto Caputo.  (g.b.)

Gaetano Muscia

Agostino Papaianni