Disomogeneità nella somministrazione dei vaccini e mancanza di comunicazioni certe. Il piano vaccinale in Calabria continua a fare acqua da tutte le parti e anche l'ordine dei medici veterinari della provincia di Vibo Valentia insorge contro un approccio ritenuto fortemente disomogeneo nelle somministrazioni dei vaccini anti-covi 19, ai medici veterinari liberi professionisti, all’interno del territorio regionale.

"Si sono verificati - scrive l'ordine in una nota stampa - programmazioni difformi e incomprensibili con il grado di esposizione professionale al contagio dei medici veterinari liberi professionisti, pensionati e informatori scientifici, (per esempio a Reggio Calabria sono stati vaccinati alla fine di gennaio, a Catanzaro a nel mese di febbraio). Abbiamo inviato una lettera Pec al Commissario ad acta. Guido Longo, invitandolo a diramare una circolare affinché ci fosse una omogeneità nella vaccinazione, ma purtroppo come al solito non è pervenuta nessuna risposta. Abbiamo inviato al Cup dell’Asp di Vibo Valentia per ben tre volte, l’albo dei medici veterinari, dal quale dovevano essere estrapolati i nominativi per poter essere vaccinati".

"Abbiamo effettuato tantissime telefonate al Cup - continua ancora la nota - e in una di queste era stato riferito che l'albo dei medici veterinari era stato inviato all'ospedale Mater Domini di Catanzaro, affinché la vaccinazione avvenisse in tale luogo. Diversi medici hanno telefonato al Mater Domini, ma gli operatori hanno riferito 'che loro non avevano ricevuto alcun Albo' e che comunque non avevano dosi di vaccino a sufficienza se non per i loro pazienti, e che non si spiegavano il motivo per il quale i veterinari dell’ordine di Vibo dovessero vaccinarsi a Catanzaro, considerato che i vaccini all’ASP di Vibo Valentia c’erano e ci sono.

Alla ASP di Vibo Valentia "abbiamo avuto certezza che i vaccini ci sono, addirittura sembra che ci siano anche per le persone che non ne hanno diritto, perché privi dei requisiti previsti dal piano vaccinale nazionale, ma purtroppo non ci sono per i medici veterinari liberi professionisti, i quali invece ne avrebbero tutto il diritto". "Tutto ciò - conclude la nota - è molto mortificante e sarebbe oggetto di accertamenti se qualcuno ci ascoltasse e prendesse provvedimenti. “In Calabria non c’è solo un passante” ma tanti passanti e tanta gente incompetente".