La comunità atterrita dalla morte di Francesco Prestia e scossa da due nuovi attentati negli ultimi giorni al parco archeologico e ad una cooperativa

L'agguato costato la vita al giovane Francesco Prestia, il capitano degli allievi del "Mileto calcio" ha lasciato sgomenta un'intera comunità. Ma i dettagli del fatto di sangue non sono ancora per nulla chiari. Nella cittadina normanna la gente non riesce ancora a capacitarsi dell'accaduto. Si guarda con attenzione ad ogni movimento lungo le vie del centro o nei pressi della stazione dei carabinieri.


La ricostruzione. Non è facile, insomma, capire come siano davvero andati i fatti nella serata di lunedì. Alcune persone avrebbero ascoltato gli spari provenienti da largo Naccari, adiacente all'ex ufficio delle imposte, a pochi passi dalla villa comunale. In quell'area i militari dell'Arma avrebbero trovato alcuni bossoli che bisognerà accertare se provengono o meno dall'arma utilizzata per compiere l'efferato delitto. Un'eventualità che cambierebbe radicalmente lo scenario del crimine.

La partita a carte. Il quindicenne attualmente in carcere ha detto di aver sparato all'amico per una questione a quanto pare sentimentale. Eppure pochi minuti prima i due -secondo quanto riporta questa mattina la Gazzetta del Sud - avrebbero fatto una partita a carte, apparentemente sereni. Sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori, nelle ultime ore, gli ambienti frequentati dalla vittima e dal suo presunto assassino. Intanto la comunità è stata vittima nelle scorse ore di ben due intimidazioni che non aiutano a ritornare alla normalità: una a colpi di fucile alla "Cooperativa Sud per l'Europa"; l'altra contro il cancello d'ingresso del parco archeologico.