La Procura di Torino ha avanzato richieste di condanna per un totale di oltre 38 anni di carcere nell'ambito della maxi inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta a Moncalieri, Carmagnola e all'interno del sindacato Filca-Cisl, costituitosi parte civile nel procedimento.

Nel corso delle requisitorie odierne, i pubblici ministeri Mario Bendoni, Paolo Toso e Marco Sanini hanno chiesto 12 anni e 2 mesi di reclusione per Francesco D'Onofrio, considerato dagli investigatori il vertice della 'ndrangheta in Piemonte, accusa respinta dal suo difensore. Dieci anni di carcere sono stati chiesti per l'ex sindacalista della Cisl, Domenico Ceravolo, ritenuto dagli inquirenti un punto di riferimento logistico per il clan, una sorta di "factotum" dei boss.

Le richieste proseguono con 8 anni e 4 mesi per Rocco Costa e con una pena aggiuntiva di 3 anni e 8 mesi per Antonio Serratore, in continuazione con una precedente condanna. Per Claudio Russo, i magistrati hanno chiesto 8 anni e 10 mesi.

L'unico a scegliere il patteggiamento è stato Giacomo Lo Surdo, per il quale è stata avanzata una richiesta di 3 anni e 6 mesi di reclusione. La sua posizione è stata stralciata dal procedimento principale.

Le accuse, formulate a vario titolo, vanno dall'associazione mafiosa (aggravata dall'essere armata), a estorsioni, tentate e consumate, fino a reati di ricettazione e detenzione illegale di armi.

Le discussioni delle difese sono previste dopo la pausa estiva.