"Petrolmafie": per l'ex presidente della Provincia di Vibo cadono le aggravanti
Un anno di reclusione ma con la pena sospesa e la caduta delle aggravanti. I giudici del Tribunale di Vibo hanno ridimensionato la posizione dell'ex presidente della Provincia (e sindaco di Stefanaconi) Salvatore Solano, imputato nel processo "Petrolmafie", nato dall'inchiesta omonima nota come "Rinascita 2". Solano è cugino degli imprenditori D’Amico (Giuseppe condannato a 30 anni e Antonio a 18 anni e dieci mesi).
Secondo la Dda di Catanzaro, Solano avrebbe «beneficiato dell’endorsement dei cugini, in particolare di Pino D’Amico, impegnato a procacciare voti per il cugino Solano nei Comuni di Vibo Valentia, Capistrano, Filandari, Francica, San Nicola da Crissa e Tropea». Quasi nulla di tutto questo, invece, per i giudici di Vibo che hanno escluso l’associazione mafiosa del sindaco di Stefanaconi, condannandolo solo ad un anno ma con pena sospesa oltre ad una multa di 50 euro.
