aula-tribunale-new-2-5
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Una vibonese era imputata del reato di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale ai sensi degli artt. 81, comma 2, 476 e 482 c.p.p., in quanto, secondo l’accusa, avrebbe realizzato con più azioni esecutive un medesimo disegno criminoso, in qualità di collaboratrice di un CAF, tre atti pubblici falsi, consistenti in altrettante dichiarazioni sostitutive uniche per il calcolo dell’ISEE, inserendo le generalità di una terza persona.

La difesa, rappresentata dall’avv. Carmine Pandullo, ha contestato l’accusa sia nel merito sia sul piano della qualifica soggettiva di pubblico ufficiale della dipendente del CAF, sottolineando come quest’ultima operi nell’ambito di un ente privato. In tal modo, secondo l’avvocato, non ricorrerebbe la fattispecie di reato contestata, rendendo nulla l’accusa di falsità materiale in atti pubblici.