"Leggo degli articoli di stampa in cui viene riportata la notizia secondo la quale la corte dei conti mi contesta il reato amministrativo di “appropriazione” di fondi e quindi la conseguente condanna alla restituzione delle relative somme alla Regione calabria, voglio precisare che nessuna “appropriazione” può essere addebitata al sottoscritto". Lo scrive in una nota l'ex consigliere regionale Alfonsino Grillo.

"Ciò che mi si contesta è di aver finanziato iniziative, manifestazioni, eventi sul territorio a favore di associazioni, mondo ecclesiastico, enti pubblici, e categorie svantaggiate, utilizzando i fondi del gruppo consiliare di cui facevo parte. La differenza tra appropriarsi di fondi e finanziare iniziative mi sembra abissale, tanto è vero che è la stessa Corte dei Conti a precisare che non trattasi di “dolo” ma di consuetudine consolidata".

"Pertanto non solo riconosco di aver finanziato quelle iniziative mi permetto anche di aggiungere che, una volta proposto l’inserimento di chiarimenti legislativi, non esisterei un istante a sostenere ogni proposta, qualora ne avessi la possibilità, perché ritengo che la politica non può stare lontana dal territorio, deve incentivare ogni iniziative di valore che i cittadini finalizzano alla crescita sociale, umana e culturale del proprio paese. La sensibilità sociale, per la mancanza della quale spesso viene punita la politica, richiede coraggio, anche se, come in questi casi, ve’ il serio rischio di rimetterci di tasca propria".

"Essere condannati perché si è contribuito a valorizzazione il territorio, aver stimolato la valorizzazione dei nostri beni artistici e culturali aver favorito iniziative per in cittadini più svantaggiati costituisce per me motivo d’orgoglio e anche se, ma questo si vedrà in sede di appello, per la Corte dei Conti per decenni pare ci sia stata una errata interpretazione della legge, certamente non può essere ascritto come reato morale di cui vergognarsi. Per tale motivo sono fiero di averlo fatto, e in caso di condanna definitiva non esiterò a restituire fino all’ultimo centesimo".

"Mi vedo costretto per “l’ennesima volta” a chiarire che tutte le spese di finanziamento alle associazioni o enti sono certificate e per ognuna di esse esiste pezza giustificativa relativa liberatoria a cura del beneficiario e tracciamento bancario, dico questo perché come un mantra viene ripetuto che mancano le giustificazioni, quando invece basterebbe leggere con più attenzione per scoprire che sono in possesso della Guardia di finanza già dal giorno in cui sono stato ascoltato su mia richiesta"